Vincenzo Aquino (Misericordie Irpine): “Immunizzare operatori e volontari delle associazioni”

“Rivolgiamo un appello a tutte le persone che sono deputate a scegliere chi vaccinare di prendere in considerazione le organizzazioni di volontariato”. A sollecitare un intervento rapido è il coordinatore provinciale delle Misericordie Irpine, Vincenzo Aquino, da decenni alla guida della Confraternita di Atripalda. Ne spiega i motivi agli enti preposti: «alla fine l’Asl si è preoccupata di vaccinare giustamente tutto il personale e i volontari che fanno servizio per il 118 dimenticandosi tutto quello che le associazioni di volontariato fanno. Non abbiamo infatti solo il servizio 118 da gestire, ma anche il trasporto sanitario, in provincia di Avellino. Ed ancora i ricoveri e le dimissioni dagli ospedali. Inoltre come associazioni di volontariato siamo allertate dai Coc comunali per la consegna dei farmaci e degli alimenti alle famiglie in isolamento con positivi. Per cui l’esposizione del volontario è elevatissima per i servizi che fanno come anche il trasporto degli infermi”.
Aquino parla a nome anche di Aurelio Mazzocca della Croce Rossa e di Egidio Ciancio dell’Anpas. Insieme le tre associazioni, già il 7 gennaio scorso, avevano presentato richiesta all’Azienda Sanitaria Locale di Avellino, alla Prefettura e alla Regione Campania di poter sottoporre a vaccinazione anti Covid-19 il personale socio-sanitario delle tre associazioni.
“Purtroppo ad oggi non c’è nulla, registra con amarezza Aquino. Già se ci fosse un calendario andrebbe bene. L’unica cosa che è uscito è un dispaccio regionale che per i volontari della protezione civile impegnati nella campagna vaccinale presso i Punti allestiti nei comuni hanno una priorità. Questa circolare è di qualche giorno fa ma ad oggi non accade. E’ costante invece il grido d’allarme che raccolgo da tute le associazioni di volontariato». Questa situazione sta spingendo alcuni volontari a rinunciare a compiere i servizi per il rischio contagio elevato: «stiamo perdendo pezzi per strada, volontari che lasciano arrabbiati ma che hanno tutta la nostra solidarietà perché esposti. Fanno un passo indietro perché non si sentono sicuri e tutelati, rinunciando così ad azioni di volontariato. Chi si occupa del trasporto infermi deve essere vaccinato”.
Una vaccinazione che avrebbe un duplice vantaggio: per il volontario ma anche per il paziente trasportato: “il rischio è da ambi i lati: del volontario che entra in contatto con i pazienti ma anche per il malato stesso visto che il volontario potrebbe essere asintomatico che va in giro nelle varie strutture sanitarie e che può creare un problema serio all’ammalato”.
Aquino è a capo di ben trentasei Confraternite di Misericordia sparse per tutto il territorio irpino, a cui si aggiungono le sedi delle altre due associazioni di volontariato, la Croce Rossa e l’Anpas «circa 700 volontari per ciascuna associazione, quindi oltre duemila volontari. Ma il problema non è vaccinarli tutti contemporaneamente, ma almeno avere una programmazione. La cosa più logica era destinare i vaccini residuali della campagna vaccinale in corso ai volontari”
Volontari che già presiedono tutti i Punti Vaccinali: “All’intero di ogni giornata di vaccinazione ci sono un tot di vaccini che restano per una serie di problematiche e per quei vaccini residuali era il caso di coinvolgere i volontari con una programmazione e pianificazione. Mentre vengono utilizzati per le riserve, facendo venire sempre prima così altre categorie”. Proprio presso la nuova sede della Misericordia di Atripalda, nel Centro diurno per Anziani di piazzetta Di Donato, è stato allestito il Punto vaccinale per la Valle del Sabato: «l’appello che faccio, conclude il presidente Aquino, perciò è di destinare i vaccini residuali a quei volontari che all’interno del Punto vaccinale aiutano e accompagnano gli anziani e le persone, contribuendo a che tutto funzioni bene nel Punto Vaccinale”.

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