Us Avellino, l’ex Pavarese: “Accettai per le contestazioni ed entrammo nella storia…”

Gigi Pavarere ricorda la splendida vittoria dell’Avellino contro il Napoli del 2005. All’epoca ds dei biancoverdi, l’ex Torino non dimenticherà mai il successo ottenuto ai danni della squadra per cui tifa, grazie ai gol di Biancolino e Moretti: “E’ una vittoria che porterò sempre nel cuore. Il mio secondo successo da direttore sportivo”.

Pavarese prosegue ancora nel suo racconto, parlando anche delle tensioni che hanno preceduto il suo arrivo alla corte del lupo: “Fu una stagione particolare, le motivazioni aumentavano di giorno in giorno. Sapevo che le responsabilità erano grandi. La gente non mi voleva. Pugliese ad un certo punto mi convinse, così come per me fu da stimolo ad accettare la contestazione dei tifosi. Venni gratis e dissi al presidente che mi avrebbe pagato solo in caso di promozione. Quelle contestazioni aumentarono in me la voglia di far bene“.

L’ultima settimana prima della finale di ritorno al Partenio-Lombardi: “Fu condizionata da quella bomba sotto casa. Dovevo andare all’addio al calcio di Ciro Ferrara che successivamente mi telefonò con Maradona per prendermi in giro e dirmi che il Napoli avrebbe vinto 3 a 0. Io gli dissi attenzione che la spuntiamo noi. Una gioia professionale enorme, chiaro che per questioni di cuore il dispiace di aver battuto la squadra per cui tifo è stato tanto.Ma i sentimenti contrastanti erano tanti e quella per me avellinese e tifoso azzurro fu una grandissima prova”

Sempre grato all’Avellino: “Se ho raggiunto certi livelli è grazie al lupo che ha alimentato i miei sogni. L’Avellino è stata la società che mi ha dato la possibilità di affarciami al grande calcio”

Un ultimo pensiero sempre sul derby: “Quel giorno ho battuto il mio mentore Pierpaolo Marino. Quella settimana imposi il silenzio stampa. Difronte avevamo una corazzata in tutti i sensi e non potevamo farci distrarre da una super potenza come era il Napoli. Anzi posso dire senza problemi che la sconfitta di Ferrara, maturò ulteriormente quel gruppo. Che arrivò ai 180 minuti più importanti della stagione ancora più compatto”.