Superbonus, il neonato “Centro Studi Edilizia Reale” rilancia le proposte: riduzione al 90% del credito d’imposta cedibile

“Il superbonus 110 % ha generato un incremento di due punti sul Pil nel 2021, maggiore occupazione in tutta a filiera delle costruzioni, oltre che una forte riduzione dell’evasione fiscale nel comparto”.

Lo ricorda il Coordinamento di “Centro Studi Edilizia Reale”, rispetto alla parole del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che durante la sua visita al Parlamento Europeo, ha chiarito di essere contrario ad un provvedimento che, dal suo punto di vista, ha di fatto provocato un incremento del 300% sui costi di riqualificazione termica degli immobili.

“Un’ affermazione molto chiara quella del Presidente Draghi- prosegue il Coordinamento del Centro Studi Edilizia Reale Avellino- di un’opinione nota che non dà merito. L’incremento dei prezzi è frutto delle tabelle “prezzi -parametri”. Si tratta di costi approvati dall’attuale Governo, frutto della precarietà del provvedimento che non consente a produttori di materiali e tecnologie di incrementare la produzione nel medio lungo periodo”.

Per questo il Centro Studi di Avellino rilancia la necessità di rendere strutturale una legge sulla riqualificazione sismica ed energetica, come già fatto nel corso del convegno “Edilizia: ruolo e proposte per il futuro sistema economico” organizzato da Federcomated Avellino, di cui il neonato Centro culturale è stato partnership.

“Occorre una riduzione al 90% del credito d’imposta cedibile- queste le proposte- rendere obbligatoria la formazione certificata dei lavori edili, obblighi di adeguamento sismico anche per gli immobili con più di 20 anni. Per superare la totale ingestibilità del provvedimento nazionale, queste clausole comporterebbero un incremento della produzione dei materiali ed attrezzature edili con una riduzione dei prezzi, una professionalizzazione dei lavori, un incremento notevole dell’occupazione a tempo indeterminato in tutte le attività della filiera Edile del Paese, chiaramente con un incremento del gettito fiscale”.

Il Centro studi analizza anche l’altro rovescio della medaglia rispetto allo stato dei luoghi: “Potremmo qui ricordare i costi in vite umane ed i danni economici della mancanza di sicurezza sismica degli immobili in un paese come l’Italia ad alto rischio terremoti. Potremmo ricordare che una casa salubre, termicamente attiva e ristrutturata con materiale anallergici, riduce il rischio di malattie respiratorie e di allergie. Potremmo ancora ricordare che ristrutturare o riusare lo stesso suolo per realizzare nuovi immobili, significa non distruggere territori incontaminati, lasciando respirare le nostre città attraverso la rigenerazione urbana e la riqualificazione dei borghi, dei comuni quanto delle periferie”.

Per queste ragioni il Centro Studi Edilizia Reale lavora per un confronto aperto e costruttivo, supporto di tutti i componenti della filiera, dal singolo operatore alle associazioni datoriali ed agli Ordini e Collegi professionali, fino alle Istituzioni a tutti i livelli territoriali, nella consapevolezza che un dialogo serio e produttivo debba avere contenuti e proposte efficaci, pari dignità nel rispetto tra le parti . Il 20% del Pil del nostro paese rappresentato del comparto dell’edilizia merita rispetto nella sostanza quanto nella forma, perciò tutti siamo chiamati a fare la nostra parte per rilanciare lo sviluppo dell’Italia.