“Sulle spalle di Charpentier l’intero peso dell’attacco”. L’intervista a Claudio De Vito di Irpinianews

Della sconfitta dell’Avellino di mister Eziolino Capuano contro la capolista Reggina, ne abbiamo parlato in un nuovo appuntamento di “Contropiede” con il giornalista di Irpinianews Claudio De Vito.

 

Arriva la prima sconfitta per mister Capuano. Contro la squadra dell’ex Toscano si è visto un Avellino determinato che ha sciupato, forse, qualche occasione. Tuttavia, perdere contro la capolista Reggina ci può anche stare…   

“L’Avellino ha poco da rimproverarsi. Ha fatto la solita gara seguendo il credo di Capuano, ovvero far giocare l’avversario e cercare di aggredirlo con un pressing alto. La terza partita in una settimana è sempre la più temuta dagli allenatori perché non bisogna sbagliare nulla nella gestione delle energie fisiche e mentali. Purtroppo l’Avellino non può permettersi rotazioni di un certo livello a differenza della Reggina che a inizio secondo tempo ha modificato tutto l’attacco dalla trequarti in su trovando lo slancio decisivo con Denis, che ha rimediato alla giornata no del capocannoniere Corazza. Nonostante l’uno-due dell’argentino, l’Avellino è tornato subito in partita ma per riprendere una squadra come la Reggina ci vorrebbe ben altro in attacco. Da premiare applicazione e sacrificio di una squadra penalizzata a livello arbitrale sul secondo gol”.

 

Con l’arrivo di Capuano in panchina, sicuramente qualcosa è cambiato soprattutto sotto l’aspetto mentale….

“Capuano è un allenatore che spinge tanto in allenamento, un grande motivatore. L’Avellino non ha un gioco propositivo o comunque non detiene l’iniziativa nell’arco dei novanta minuti, ma fa un grande lavoro nella fase di non possesso. Capuano dedica un’attenzione maniacale alla fase di non possesso, il che non vuol dire necessariamente fare le barricate. E’ accaduto contro la Ternana ma per via del tipo di partita che è andata a svilupparsi però tendenzialmente Capuano ordina ai suoi aggressività sui portatori di palla. Naturalmente in questa settimana ci sarà modo di lavoro con maggiore serenità senza il turno infrasettimanale”.

 

Il problema dei biancoverdi resta l’attacco. In avanti, l’Avellino non può essere Charpentier dipendente…

“Purtroppo deve esserlo perché Alfageme si sta rivelando sempre di più un corpo estraneo e Albadoro non è sempre al meglio dal punto di vista fisico. Parliamo di attaccanti che a prescindere da tutto non hanno la doppia cifra nel sangue. Charpentier si sta caricando sulle proprie spalle l’intero peso dell’attacco in termini realizzativi, ma con una spalla all’altezza farebbe ancora meglio. Pochi palloni giocabili ma quasi tutti tramutati in oro. Ai suoi gol l’Avellino dovrebbe abbinare quelli dei centrocampisti, caratteristica venuta fuori durante la gestione Ignoffo. Rossetti, Karic, Di Paolantonio ma anche Micovschi sono dotati di un notevole potenziale balistico”.

 

Sabato si va a Catanzaro. Quale sarà la chiave di lettura per compiere il colpaccio in terra calabrese?

“Innanzitutto l’Avellino andrà a far visita ad una squadra reduce da tre sconfitte ed un deludente pareggio nel derby calabrese con il Rende. Pertanto i giallorossi avranno tutta l’intenzione di uscire dal tunnel guidati da Grassadonia in sella da due partite. Il Catanzaro era partito molto bene attestandosi nei quartieri alti della classifica. Fuori casa l’Avellino si trova certamente più a suo agio. Lo dimostrano i numeri ma anche il modo di stare in campo con Capuano. Sarà ancora una volta un Avellino d’attesa, guardingo e pronto a scattare in contropiede. Bisognerà stare attenti al tridente avversario composto da elementi molto rapidi e bravi nel gioco palla a terra. Per Capuano si profila un altro studio matto e disperatissimo dell’avversario”.