Smog Avellino, raggiunti i 70 superamenti. Laghi: “Maggiore morbilità da Covid nelle aree inquinate”

Avellino ha doppiato la soglia massima di 35 superamenti di Pm10 consentita in un anno intero, con il tasso di 70 sforamenti.

A rilevarlo è il dispositivo dell’Arpac di via Piave.

Una situazione ambientale davvero drammatica, nonostante l’emergenza Covid-19 e le restrizioni in atto.

E la scienza – come riporta Il Mattino nell’edizione odierna – sta dimostrando ormai la maggiore diffusione del Covid nelle aree territoriali con un più inquinamento da particolato.

A spiegarlo è il presidente internazionale dell’associazione «Isde – Medici per l’Ambiente», Ferdinando Laghi: «Ormai c’è una ricchissima bibliografa internazionale che lo dimostra. C’è una perfetta corrispondenza tra le aree a maggior inquinamento atmosferico, magari perché a conca, come la Valle del Sabato o la Pianura padana, e una maggiore morbilità e mortalità delle persone affette da Covid. Un importante studio retrospettivo dell’Harvard University – riferisce – incrocia le due questioni negli Stati Uniti. È inoltre stata identificata sul particolato parte del genoma del Covid 19. Si ritiene che in questo tipo di contesti, il nuovo Coronavirus possa rimanere in sospensione nell’aria più a lungo, invece di cadere al suolo, e il suo raggio di azione essere più ampio».