Sisma ’80, Vassiliadis (Ugl): “Dopo 40 anni ferita ancora aperta. Ricostruzione, una sconfitta della politica italiana”

“Quaranta lunghi anni ci separano, solo fisicamente, dal terremoto che distrusse vite e serenità di un’intera provincia. Tutti gli irpini, anche coloro che non l’hanno vissuto direttamente sulla propria pelle, hanno ereditato il peso di quanto accaduto il 23 novembre del 1980”

Così Costantinos Vassiliadis, segretario provinciale dell’Ugl Avellino ricordando l’anniversario del sisma dell’80.

“Quanto accaduto in quel giorno e nelle settimane a seguire in Irpinia – prosegue – resta una ferita ancora aperta e difficile da risanare. Troppi morti e tanto dolore per chi, in quella terribile circostanza, perse i propri cari. Non dimentichiamo poi il calvario della ricostruzione, altra nota dolente. È assurdo che, dopo quarant’anni, c’è chi e’ ancora in attesa di un alloggio o vive in condizioni precarie all’interno di un prefabbricato o in una casa non degna nemmeno di essere definita tale. È la sconfitta della politica italiana ed è  una vergogna consegnare oggi, dopo tanti anni, le chiavi di un nuovo alloggio”.

Per il sindacalista ” la nostra provincia ripiomba in un nuovo incubo. Siamo di fronte ad un terremoto diverso ma pur sempre devastante. Un terremoto sanitario e sociale causato dal Covid ma reso ancora piu’ doloroso dalla politica dell’arrangiarsi e dall’assenza di aiuti concreti ed immediati per tante regioni che nell’ordinarieta’ erano gia’ in affanno”.

“Mi riferisco alla Campania, ai suoi ospedali, agli operatori sanitari allo stremo. Come del resto il lavoro di tanti uomini e donne di questa provincia in ginocchio da mesi per via di questa nuova paralisi economica”.

“Molti politici, come il caso del Presidente De Luca, continuano a sbagliare e a fare scelte confusionarie sempre e solo a danno dei cittadini”.

“Tra le categorie del mondo del lavoro che hanno bisogno di ritrovare i propri spazi – conclude- c’è la scuola. I bambini, i ragazzi, gli insegnanti stessi non possono essere privati di in bene così prezioso per la loro crescita umana e professionale. Abbiamo il diritto di poter riappropriarci di tutti i nostri diritti, primo fra tutti la vita”.