Scuola, Scalfi(Istituto Veronesi): “Escalation di messaggi d’odio tra bambini. Vanno creati spazi d’ascolto”

[Comunicato stampa Istituto Veronesi]
“L’ultimo censimento del Ministero dell’Istruzione dimostra come quasi il 30% dei bambini in Italia sia stato oggetto o abbia percepito messaggi di odio tramite telefonino. L’escalation di violenza online e offline che colpisce i giovani non si è solo aggravata con la pandemia, coinvolgendo sempre più studenti e studentesse, ma si è approfondita allargandosi a fasce d’età giovanissime” lo scrive in una nota Laura Scalfi, Direttore Generale dell’Istituto G. Veronesi e di Liceo STEAM International. “Come rileva L1ght, dall’inizio della pandemia il traffico verso siti che diffondono l’odio sarebbe aumentato del 200%, mentre sono cresciuti del 70% i discorsi d’odio online tra bambini e adolescenti. Dati perfettamente in linea con l’aumento di episodi violenti nelle piazze delle nostre città” spiega Scalfi. “Dalle aggressioni delle baby gang, all’aumento degli episodi di autolesionismo e dei tentativi di suicidio, c’è un malessere profondo che scava nelle menti dei ragazzi e che le istituzioni hanno il dovere di affrontare. Il dibattito e il confronto sui temi di attualità, soprattutto sull’utilizzo etico dei mezzi digitali, deve diventare un momento obbligato nei percorsi di apprendimento scolastico. Parimenti urgente è l’introduzione della figura dello psicologo come parte integrante dell’organico negli istituti scolastici.
Da tempo con Veronesi e Liceo STEAM abbiamo scelto di introdurre nei nostri istituti questa figura di supporto non solo per gli studenti, ma anche per gli insegnanti. Un tassello fondamentale per intercettare i sintomi di malessere e fornire aiuto immediato. La scuola è e deve essere sempre di più la casa e il rifugio della mente: uno spazio di confronto in cui le tensioni e le fragilità di ognuno di noi possano esprimersi e in cui l’unicità dell’essere umano venga coltivata e valorizzata. Solo creando nuovi spazi di ascolto ed espressione”, conclude il Direttore Generale “riusciremo a comprendere e a educare i più piccoli all’uso etico dei mezzi di comunicazione e al rispetto dell’altro”.