SCUOLA, SCALFI (AZIONE): “NECESSARIA SUSSIDIARIETA’ PUBBLICO PRIVATO. SOLUZIONI CONCRETE PER GOVERNANCE FUTURA”

“Per un progetto 0-6 anni che sia capillare, affinché  garantisca a ogni bambino il diritto all’educazione, è necessaria la sussidiarietà tra pubblico e privato. Il come e in che misura lo abbiamo proposto nel nostro NexGeItalia al capitolo 1 ‘Bambini, Donne e Giovani’ “. Lo scrive in una nota Laura Scalfi, referente Scuola di Azione, commentando la prima chiamata (non andata a buon fine) per aumentare l’offerta di nidi con i fondi Pnrr.

“ Ridurre le distanze tra le capitali europee, superare le arretratezze e le disuguaglianze che appesantiscono l’Italia, gettare le fondamenta per costruire il Paese della ‘Prossima generazione’: questi e non solo i punti di partenza in virtù dei quali la politica deve poter proporre soluzioni concrete e dettagliate con la relativa stima di costi soprattutto per la governance futura. Alla luce di questo -prosegue Scalfi- in NexGeItalia proponiamo innanzitutto di rimettere al centro dell’attenzione dello Stato le prime fasi della vita educativa dei bambini, attraverso un sostanzioso aumento delle le strutture per la prima infanzia; di migliorare la qualità dei servizi e di stimolare la domanda di servizi alla prima infanzia rendendo il nido gratuito per la maggioranza degli italiani. Tutto questo anche per evitare -sottolinea- che i giovani di domani diventino Neet garantendo loro un’educazione di qualità e formativa per il lavoro. Quindi, riforma del calendario scolastico, formazione degli insegnanti, potenziamento del servizio di mense, il tempo lungo e altre misure per contrastare la piaga della dispersione scolastica.

Infine, relativamente alle disparità di genere che hanno radici profonde, reputiamo -conclude Scalfi- che servano nell’immediato congedi di genitorialità che equiparino uomo e donna, senza i quali le aziende preferiranno sempre assumere uomini, a parità di competenze; progetti educativi nelle scuole, università e nelle aziende per superare stereotipi di genere; un robusto potenziamento della rete antiviolenza e delle case rifugio e l’introduzione di corsi di educazione sessuale in tutte le scuole pubbliche del territorio italiano”.