ScopriMente, narcisismo patologico: l’egoismo dell’anima

Per un nuovo appuntamento di “ScopriMente”, la rubrica di psicologia a cura del direttore di Irpiniatimes, la dottoressa Anna Vecchione e della Psicologa e Psicoterapeuta Annalisa de Falco, parleremo di “Narcisismo patologico”, quando gli altri non contano e predomina l’amore per se stessi.

 

Dottoressa, partiamo dalla definizione di narcisista patologico…

“Vorrei innanzitutto chiarire che esiste anche un narcisismo “sano”, che si esprime nel volersi bene e che è alla base dell’autostima; il problema nasce quando esso diventa patologico. Il termine trae origine da Narciso, personaggio della mitologia greca, che si innamorò della sua immagine riflessa nell’acqua e che annegò nell’intento di raggiungerla. Fu Naecke P., psichiatra e criminologo tedesco, nel 1899, a descrivere per la prima volta un tipo di attenzione esasperata di sé, collegata ad alcuni comportamenti anomali, definendola narcisismo. Tale autore, già allora, intuì come la personalità patologica narcisistica possa essere riportata ad una carenza dell’infanzia, che subisce una precoce alterazione dell’attenzione stessa. Già nei primi studi ci si rese conto come fosse complicato definire e distinguere quali tratti andassero ad indicare un vero e proprio disturbo narcisistico di personalità e quali invece fossero tratti derivati da un semplice adattamento ambientale. Una buona autostima e una sufficiente dose di amor proprio sono qualità che in ogni individuo non sono solo normali, ma si rivelano auspicabili. Il narcisismo patologico, invece, al contrario del narcisismo sano, determina un senso di superiorità e di grandiosità, all’origine del quale, in realtà, vi è una scarsa autostima. L’analisi delle relazioni interpersonali permette di individuare le personalità narcisistiche patologiche, che hanno in comune la difficoltà a provare amore”.

 

Come si comporta e quali atteggiamenti mette in atto? Quali sono i segnali per riconoscerlo?

“Le persone dotate di narcisismo “sano” presentano tratti fondamentali quali empatia, interesse per i sentimenti altrui, capacità di sostenere rapporti di lunga durata e, non ultima, capacità di riconoscere la propria responsabilità nei conflitti interpersonali. Può accadere che, a volte, il narcisista sano, al fine di realizzare i propri bisogni, si serva degli altri, ma ciò avviene sempre in un clima di interesse e di sensibilità, mai pervasivo, verso altre persone. Un soggetto affetto da disturbo narcisistico patologico, al contrario, non si cura affatto dei sentimenti altrui, che anzi tratta come oggetti “usa e getta” a seconda delle proprie necessità. Questo spiega il motivo per cui il soggetto con disturbo narcisistico di personalità spesso interrompe una relazione dopo un breve periodo di tempo e ciò, di solito, avviene quando l’altro incomincia a porre richieste relative ai suoi bisogni. Il narcisista sano è dotato di una buona autostima, è consapevole delle sue qualità, ama e sa farsi amare, rispetta e sa farsi rispettare. Il narcisismo patologico, a causa della bassa autostima e della carenza di empatia, ha una grande necessità di ammirazione, convinto, nel contempo, che le proprie esigenze abbiano sempre la priorità. Inoltre sono pervasi di avere sempre ragione ritenendosi migliori delle altre persone e, quando non ci si sentono, sminuendole nel loro valore. Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) il narcisismo è incluso tra i disturbi di personalità. Il soggetto narcisista viene identificato come “arrogante, presuntuoso ed eccessivamente vistoso che ha bisogno di costante ammirazione accanto ad un tipo di individuo schivo, silenziosamente grandioso che a causa della sua estrema sensibilità verso il rifiuto evita il più possibile di trovarsi al centro dell’attenzione”. Il narcisista patologico si considera superiore, si attribuisce successo, bellezza e qualità che in realtà non possiede; pretende ammirazione, cerca compagnie di classe elevate; si aspetta trattamenti di favore, pur non avendone diritto; usa gli altri per i propri bisogni non preoccupandosi minimamente di ferire i sentimenti altrui; si nutre di invidia ma, al contempo, vive nella falsa convinzione di essere oggetto di invidia lui stesso; attua comportamenti caratterizzati da presunzione e arroganza. Il soggetto affetto da narcisismo patologico tende a relazionarsi con persone dotate di spiccata umanità e bellezza interiore, che siano disposte a trascurare le proprie esigenze a vantaggio dei bisogni del soggetto narcisista. Tale manipolazione si realizza attraverso diverse fasi:

 

  • Love Bombing: è la fase del primo approccio, caratterizzata da un corteggiamento amorevole, fatto di regali e di parole suadenti e di falso interessamento; tutto volto a provocare innamoramento;
  • Valutazione: ottenuto l’innamoramento, il comportamento del narcisista diventa freddo e distaccato, ben lontano da quello sdolcinato della prima fase;
  • Gaslighting: tecnica manipolativa che consiste nel mettere progressivamente in dubbio le azioni del partner fino a renderlo insicuro circa la realtà delle sue sensazioni e del suo pensiero. Alla fine della manipolazione arriverà a pensare di essere pazzo;
  • Triangolazione: modalità svalutante in cui il partener viene triangolato, ossia paragonato con un altro soggetto insinuando l’idea che lui/lei non sia mai abbastanza;
  • Trattamento del silenzio: comportamento che punta ad ignorare tramite il silenzio il partner. Esso è un comportamento passivo-aggressivo punitivo molto distruttivo;
  • Future Faking: modalità manipolativa con cui si promette al partner che gli/le si darà il futuro che desidera pur non avendo nessuna intenzione di farlo. Attraverso questa modalità si mantiene legata la persona attraverso la speranza;
  • Campagna di Diffamazione: l’obiettivo è quello di screditare e isolare il partner. Si tratta di diffondere informazioni false volte a minare l’integrità del partner che il narcisista intende scartare;
  • Orbiting: una volta finita la relazione si continua a ricomparire sporadicamente. Tale comportamento ha lo scopo di insinuare dubbio e rimuginio nella persona che lo subisce;
  • Ghosting: modalità passivo-aggressiva di porre fine alla relazione sparendo letteralmente come un fantasma;
  • Hoovering: tentativo di risucchiare l’ex di nuovo dentro la relazione anche a distanza di anni. Rispondergli significa precipitare di nuovo nella spirale di dolore dalla quale si era faticosamente usciti”.

 

Quali sono le cause? Dietro la maschera c’è sofferenza?

Il delirio di grandezza nasconde, in realtà, sentimenti di fragilità, inferiorità e vulnerabilità. Alla base del narcisismo patologico troviamo, spesso, fattori sociali e biologici. Crescere in un ambiente familiare invalidante e poco legittimante, dove l’amore viene considerato merce di scambio, può favorirne lo sviluppo. Non soddisfare le richieste di un soggetto affetto da narcisismo patologico, può scatenarne la collera incontrollata. L’assenza di empatia lo induce a mettere in atto comportamenti abusanti e manipolativi nei confronti della persona scelta, senza il minimo scrupolo, pur di mantenere il controllo. Nella sua storia familiare emerge un clima accudente rispetto ai bisogni materiali del figlio, ma totalmente carente rispetto a quelli emotivi. Quando le aspettative dei genitori non vengono realizzate, il figlio viene ripetutamente esposto a critiche e ad atteggiamenti svalutanti. Ne deriva una grave compromissione dello sviluppo dell’autostima e del valore di sé.  I genitori tendono alla realizzazione dei loro desideri attraverso il figlio, che viene mostrato con orgoglio, descrivendone con cura di particolarità le capacità. I bambini che crescono in tale clima familiare, inizialmente, rispondono alle aspettative genitoriali cercando in ogni modo di realizzarne i desideri. Qualora ciò non avvenisse, la disapprovazione espressa aumenta la distanza emotiva che viene ad instaurarsi tra genitore e figlio. La conseguenza sarà la costruzione di una corazza psico-emotiva a protezione dall’esterno. La costruzione di un’immagine di sé alimentata da un delirio di superiorità e gli atteggiamenti megalomani che ne conseguono, lo porterà a non considerare importanti i sentimenti altrui. L’eccessivo orgoglio nasconde, in realtà, una scarsa autostima, che trae origine da una freddezza emotiva materna, che lo ha privato della sensazione di appagamento che nasce dal riconoscimento di sé. La mancanza di empatia con i genitori ha privato il figlio degli strumenti adeguati per lo sviluppo di un narcisismo sano. E’ infatti l’empatia che consente al bambino di comprendere di essere amato e di amare a sua volta. Sia il genitore rigido e distaccato che il genitore amico e confidente, sono, in realtà, entrambe figure che nascondono insicurezza e mancanza di equilibrio. Se un genitore si trascina dolorose ferite narcisistiche, può, inconsciamente, al fine di proteggere il figlio dalle sue stesse sofferenze, allontanarsi fisicamente, evitando il contatto con gli atteggiamenti affettuosi del bambino. Il comportamento rigido e collerico del genitore si rivela frutto di esperienze emotive dell’infanzia, che lo inducono a non perdere mai il controllo sulle emozioni. La conseguenza di tale clima familiare sarà un progressivo allontanamento emotivo del figlio dalla figura di riferimento, fonte di disagio, e lo sviluppo di svogliatezza e depressione. Il tentativo dei genitori di occuparsi delle attività giornaliere del figlio non può, però, compensare in alcun modo, la carenza di corrispondenza affettiva”. 

 

Cosa teme e cosa non sopporta?

La persona affetta da narcisismo patologico nutre una forte invidia nei confronti degli altri; tende ad idealizzare alcune persone dalle quali si aspetta favori e, al contrario, a disprezzare le persone che non gli possono fornire supporto. Si comporta da parassita e tende a sfruttare persone e occasioni. Può risultare affascinante ed affabulatore, ma, in realtà, è cinico e rigido. E’ dotato di scarsa autostima e per questo poco tollerante verso critiche e rimproveri a cui può reagire con atteggiamenti rancorosi e sdegnosi. Qualora percepisca una imminente sconfitta, tende ad isolarsi e a rifiutare la competizione con conseguente scarso rendimento anche nell’attività lavorativa”.

Come disarmarlo?

“Come ci dobbiamo comportare quando ci confrontiamo con una persone affetta da disturbo narcisistico di personalità?! L’atteggiamento migliore è quello di evitare di rispondere alle provocazioni e pensare bene alle risposte da dare. Se non rispondiamo d’impulso alle accuse che ci vengono rivolte, la maschera del narcisista cadrà e la sua collera tradirà la sua reale personalità. Un atteggiamento di calma e la ricerca di pausa di riflessione ci permetterà di smorzare i toni e l’emotività del momento. Può essere utile, con un soggetto narcisistico, evitare conversazioni lunghe e personali. La volontà di chiudere il rapporto deve avvalersi di un evitamento reale del contatto. Se la persona narcisista patologica insiste nell’approccio, evitiamo di rispondere ai suoi tentativi. Evitiamo, nel modo più assoluto, di prendere informazioni del soggetto attraverso amici comuni o socialnetwork, che potrebbero attirare le sue attenzioni. Ricordiamoci che il Disturbo Narcisistico di Personalità è una vera e propria patologia e come tale va trattata da persone esperte e competenti. Poiché tale patologia ha profonde origini nell’infanzia risulta estremamente complicato poterne modificare il comportamento; voler perseverare in tale intento può risultare doloroso e fonte di delusione”.     

 

Contatti dott.ssa Annalisa de Falco – 333 766 9118.