ScopriMente, Disturbo Bipolare. Cos’è, come si manifesta e quali sono le cure e i trattamenti

Per un nuovo appuntamento di “ScopriMente”, la rubrica di psicologia a cura del direttore di Irpiniatimes, la dott.ssa Anna Vecchione e della Psicologa e Psicoterapeuta dott.ssa Annalisa de Falco, parleremo di “Disturbo Bipolare”, grave patologia psichiatrica dell’umore.

Dottoressa, cosa intendiamo per “Disturbo Bipolare”?

“Il Disturbo Bipolare è una patologia psichiatrica grave, cronica, caratterizzata da profonde variazioni del tono dell’umore. La persona che ne soffre alterna una fase maniacale, in cui si verifica una super eccitazione psicofisica, ad una fase depressiva con tono dell’umore particolarmente basso. Il passaggio tra le due fasi può avvenire in maniera repentina, brusca oppure con intervalli più o meno lunghi di tono dell’umore normale (eutimico). La durata delle due fasi può variare da 1-2 settimane per quella maniacale a qualche mese per la depressiva. Colpisce in egual misura sia gli uomini che le donne ed il primo episodio compare di solito intorno ai 20 anni. Si è constatato che l’episodio depressivo viene facilitato dalla diminuzione delle ore di luce che si verifica in autunno, mentre l’episodio maniacale sembra essere più frequente in primavera ed estate. Per fare una diagnosi di Disturbo Bipolare è necessario soddisfare i criteri per un episodio maniacale, ma non sono richiesti episodi ipomaniacali o depressivi, anche se la quasi totalità dei pazienti svilupperà almeno un episodio di depressione nel corso della sua vita.

 Il Disturbo Bipolare si differenzia in due tipi: di tipo I e di tipo II.

Il Disturbo Bipolare di tipo I è caratterizzato dalla presenza di episodi maniacali (umore espanso o irritabile con aumento dell’attività della durata di almeno una settimana) che possono essere preceduti o seguiti da episodi ipomaniacali (periodo di umore elevato o irritabile con aumento dell’attività della durata di almeno 4 giorni) o depressivi.

Il Disturbo Bipolare di tipo II è caratterizzato da ricorrenti episodi di alterazione dell’umore con uno o più episodi depressivi e da almeno un episodio ipomaniacale. In questo caso gli episodi depressivi saranno più frequenti e più lunghi rispetto a quelli che si verificano nel Disturbo Bipolare I”.

 

Come riconoscere tale disturbo? Quali sono i sintomi?

“Nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) viene riconosciuto un episodio maniacale se sono presenti almeno 3 dei seguenti sintomi per una durata di almeno 7 giorni:

  • Delirio di onnipotenza con eccesso di autostima;
  • Logorrea incontrollata;
  • Ridotto bisogno di sonno; il soggetto si sente riposato e pieno di energia;
  • Iperattività fisica nelle azioni quotidiane;
  • Iperattività mentale con cambio continuo di opinioni e di progetti;
  • Diminuzione dei freni inibitori con comportamenti sessuali estremi;
  • Eccesso di attività rischiose come spese o investimenti avventati;
  • Eccesso di distraibilità con azioni inconcludenti, non portate a termine.

L’episodio maniacale causa marcata compromissione del funzionamento sociale o lavorativo e può richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri. Durante questi episodi il soggetto molto spesso non percepisce di essere malato o di avere necessità di un trattamento. Alcuni soggetti possono addirittura diventare ostili e fisicamente pericolosi.

Nella fase depressiva del Disturbo Bipolare, i sintomi sono simili a quelli che vengono descritti nella Depressione Maggiore:

  • Sensazione di tristezza;
  • Alterazioni del sonno con aumento o diminuzione;
  • Riduzione drastica delle attività quotidiane;
  • Disinteresse per qualsiasi avvenimento esterno;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Disturbi alimentari con bulimia o disappetenza;
  • Rallentamento psicomotorio con sensazione di stanchezza;
  • Accentuato pessimismo.

Talora può accadere che nella fase depressiva siano presenti alcuni sintomi della fase maniacale o viceversa. Il DSM-5 definisce tale condizione “episodio con caratteristiche miste specifiche”. E’ una condizione in cui prevale, di solito, l’umore “disforico” con irritabilità, aggressività fisica o verbale e ansia”.

 

E le cause? Ci conferma che lo stress rientra tra i motivi principali che scatenano il disturbo bipolare?

“Diversi studi suggeriscono che alla base del Disturbo Bipolare ci sia una predisposizione genetica favorente che viene slatentizzata da fattori esterni quali possono essere condizioni di forte stress fisico e/o emotivo o da altre cause misconosciute. Il Disturbo Bipolare è una delle patologie con più alto tasso di ereditarietà. Se un familiare è affetto da Disturbo Bipolare, la percentuale di possibilità di sviluppare la stessa malattia sale al 10/%, contro una media della popolazione generale dell’1%.  Nei gemelli omozigoti la percentuale di ammalarsi sale al 40% se uno dei due è un bipolare.  Anche sostanze stupefacenti o iatrogene possono provocare un Disturbo Bipolare; ad esempio l’abuso di cocaina e l’uso di anfetamine sono in grado di scatenare una fase maniacale. Quest’ultima si può verificare anche in associazione a malattie endocrine, quale l’ipertiroidismo”.

 

Dottoressa, come vivono i bipolari?

“La qualità di vita di una persona affetta da un Disturbo Bipolare è gravemente compromessa. Durante la fase maniacale si perdono i freni inibitori e, nel delirio di onnipotenza, si possono attuare comportamenti estremamente rischiosi, quali ad esempio, corse in auto, gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, giochi erotici al limite, senza alcuna percezione delle possibili conseguenze di tali azioni. Talvolta questi soggetti si sentono perseguitati e nella errata convinzione di esserlo, assumono atteggiamenti improntati alla rabbia e all’aggressività sia fisica che verbale. Nel loro delirio di grandiosità e di iperattività non avvertono il bisogno di nutrirsi o di riposarsi e, al contempo, tendono a compiere azioni impulsive. Durante la fase depressiva la sensazione di tristezza, di sconforto, di inutilità, li può condurre a forme di autolesionismo o addirittura a progetti e tentativi suicidari. Normalmente può accadere ad ognuno di noi di passare da una sensazione di gioia ad una di sofferenza per vari motivi, ma nel Disturbo Bipolare ciò avviene in maniera incontrollabile, persistente, senza apparente motivazione e i sintomi si manifestano in maniera grave”.

 

Come aiutare un bipolare e quale terapia intraprendere per alleviare il disturbo?

“I cardini della cura del Disturbo Bipolare sono essenzialmente due: la terapia farmacologica e la psicoterapia. La prima è fondamentale ed ha lo scopo di stabilizzare il tono dell’umore. I farmaci più usati sono: il litio, usato sia in fase acuta che per la prevenzione delle ricadute; gli antipsicotici usati soprattutto nella fase acuta; gli antidepressivi e gli anticonvulsivanti. La terapia farmacologica va personalizzata e modulata in base alle condizioni   e ai cambiamenti che si verificano. Risulta alquanto utile affiancare alla terapia medica anche la psicoterapia che, attraverso una buona relazione basata sulla fiducia, può ottenere l’aderenza al trattamento da parte del paziente, l’apprendimento a riconoscere i sintomi premonitori delle fasi, a trattarli prima che si aggravino e, non ultimo, a chiedere un aiuto competente in caso di bisogno. La psicoterapia può essere utile anche ai familiari per consentire loro di imparare ad affrontate la patologia, le possibili conseguenze sociali e il ruolo dei farmaci. Non è semplice vivere con una persona affetta da un Disturbo Bipolare. Vedere un congiunto che un momento prima si presenta come tranquillo e taciturno, diventare logorroico, iperattivo, in preda ad una forte eccitazione incontrollabile, disorienta e sconcerta chi gli sta accanto. Bisogna, però, sempre ricordare che quando si discute con una persona in fase maniacale, è la malattia a parlare, non la persona. Per tale motivo è consigliabile smorzare i toni, non favorirne l’aggressività, ma calmarlo con frasi tipo: “capisco la tua sofferenza e voglio aiutarti”. Evitiamo frasi del tipo: “hai preso le medicine? Sei matto.” Usiamo, al contrario, frasi come: “dimmi come posso fare per farti stare meglio. Ricordiamo insieme l’orario dei farmaci”. Possiamo aiutare un convivente affetto da Disturbo Bipolare, creando intorno a lui un ambiente familiare quanto più possibile sereno, evitando occasioni e situazioni fonti di stress, che abbiamo visto poter scatenare una crisi. Adottiamo un’alimentazione sana e una moderata attività fisica e, non ultimo, favoriamo un clima di fiducia con il personale specializzato che lo segue. E’ fondamentale saper riconoscere in tempo i primi segnali di una nuova crisi per poter permettere, allo psichiatra, di modificare la posologia dei farmaci che assume e, allo psicoterapeuta, di poter intervenire tempestivamente al fine di cercare di impedire il conclamarsi della fase maniacale o depressiva”.

Contatti dott.ssa Annalisa de Falco – 333 766 9118.