S&B/Sport per i bambini, Napolitano: “Combatte sedentarietà e inattività. Negata la libertà di praticarlo a causa della pandemia”

Per un nuovo appuntamento di “Salute & Benessere”, il direttore di Irpiniatimes, la dott.ssa Anna Vecchione, ha intervistato Salvatore Napolitano, dottore in scienze motorie e del benessere e youth fitness trainer. Lo sport il tema della discussione, uno dei settori maggiormente penalizzati dalla pandemia. 


A causa della pandemia lo sport è fermo da tanto, troppo tempo. Da quasi un anno, ormai, le palestre sono chiuse al pubblico. Amarezza per chi insegna discipline sportive e per chi le pratica…

“L’OMS definisce la salute uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattie o infermità. Lo sport ,così come una corretta alimentazione, è alla base di questo benessere e aver fermato tutto il movimento ormai da più di un anno ha inciso in negativo sulla psiche umana. Per noi allenatori, ma in primis amanti del movimento, sono stati mesi difficili, lunghi e interminabili dove non ci è stato concesso di svolgere il nostro lavoro con tutte le conseguenze economiche e non derivanti. Il tutto ha inciso negativamente anche sui tanti praticanti, amatoriali e non, che si sono visti negare le proprie passioni, le loro valvole di sfogo, un toccasana fondamentale per la prevenzione primaria, secondaria e terziaria di ogni malattia. La speranza è quella di ripartire quanto prima, la situazione diventa pesante a livello economico per chi vive di sport e quindi il governo centrale dovrebbe capire che uno dei mezzi più importanti per combattere questa maledetta pandemia è proprio l’attività fisica e il movimento, in particolare per i nostri bambini, relegati in casa e privati ormai di ogni libertà”.

 

Lo sport rappresenta un’esperienza fondamentale nella vita dei bambini in fase di crescita, una delle categorie più penalizzate. Lo sport è un toccasana per i più piccoli a livello tecnico e soprattutto psicologico…

“Lo sport per i nostri bambini rappresenta inclusione sociale, aggregazione, fornisce valori educativi importanti come il saper stare in gruppo, accettare una sana competizione, empatia con i propri pari età. Valori  fondamentali da apprendere e viatico importante da conservare nella vita per poter approcciare qualsiasi tipo di sport, agonistico o non. Abituare i nostri bambini al movimento  comporta uno stile di vita attivo anche da adulti ,andando a combattere sedentarietà e inattività che sono le principali cause di obesità e sovrappeso nei più piccoli che potrebbero portare, in seguito, a gravi problemi di salute. I bambini vanno incoraggiati a partecipare  ad attività sportive a livello adeguato alle loro capacità e interessi, bisogna far in modo che vengano seguiti e allenati sempre da persone competenti , valutare la loro adeguatezza nutrizionale ,rendere gli allenamenti divertenti e interessanti seguendo le linee guida per evitare lesioni e eccessivo affaticamento ed educarli a riconoscere i segnali fisici e psicologici per modificare gli allenamenti”.

 

Il rischio maggiore è quello di adagiarsi in uno stile di vita troppo sedentario: nella prima età dello sviluppo, quando il loro apparato scheletrico e i muscoli sono in fase di formazione e stanno attraversando il fondamentale processo di crescita, è importante abituarli ad una vita attiva e dinamica…

“L’OMS ci dice che i bambini e gli adolescenti dovrebbero impegnarsi in almeno 60 minuti di attività fisica da moderata a intensa ogni giorno e le scuole dovrebbero essere il veicolo perfetto per i bambini in età scolare per dedicarsi all’attività fisica ma tuttavia in classe solo il 5% del tempo è impiegato in attività fisica. Il tutto limitato o annullato spesso per motivi di rendimento scolastico anziché essere trattato come mezzo per avere un impatto positivo sulla salute, la psiche, il benessere e le prestazioni dei bambini in classe. L’attività fisica è benefica per lo sviluppo delle capacità cognitive, motorie, sociali nonché per una buona salute metabolica e muscolo/scheletrica provocando anche un effetto a catena sul rendimento scolastico. L’Italia è tra i paesi europei con valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare , con una percentuale di bambini in sovrappeso del 20%, obesi del 9.4%, e gravemente obesi del 2.4%, dati che ci devono far riflettere e che possono essere combattuti con la pratica motoria. I genitori dovrebbero essere l’esempio per i più piccoli, i bambini sono lo specchio dei loro genitori”.


Perché fare sport fin da piccoli? Quali sono i benefici fisici?

“Partiamo dal presupposto che il bambino è pronto a praticare sport quando ha raggiunto la maturità necessaria per apprendere i compiti che quello sport richiede ( di solito non prima dei 6 anni). L’esercizio fisico, se adeguato alla fase di sviluppo fisico e neuromotorio, contribuisce all’acquisizione delle abilità motorie. Nei primi anni di vita si acquisiscono gli schemi motori ovvero attività basate su camminare, correre, saltare, rotolare, lanciare e prendere palla, nuotare. Il tutto attraverso giochi creativi, stimolate da nuove esperienze, parte della vita quotidiana, divertenti, non strutturate e possibilmente all’aria aperta. A partire dai 6 anni si sviluppano le capacità coordinative ovvero le capacità che ci permettono di organizzare e regolare il movimento tra cui combinazione, equilibrio, destrezza, orientamento. E infine a partire dai 9 anni si sviluppano le capacità condizionali, ovvero forza ,resistenza e velocità. L’insieme degli schemi motori, delle capacità condizionali e coordinative porta alle abilità motorie che poi vengono utilizzate nello sport principale. E’ quindi molto importante che nel processo di crescita e durante queste tappe i nostri bambini siano seguiti sempre da persone qualificate e competenti”.

Quanto alla sfera emotiva e caratteriale dei bambini, diciamolo… lo sport può essere la scelta giusta sia per i bambini che mostrano un carattere estroverso e dei comportamenti ribelli, sia per quelli dall’animo più introverso, che comunicano con gli altri in maniera timida e remissiva…

“Sia in caso di bambini estroversi o introversi lo sport può rappresentare un validissimo supporto, ma in questo caso gioca un ruolo fondamentale l’allenatore, l’educatore, che deve essere bravo ad inculcare nei ragazzi i principi dello sport sano, della competizione sana. egli deve essere in grado di creare empatia tra i ragazzi con un clima sereno e conviviale, di trattare tutti allo stesso modo senza preferenze e discriminazioni soprattutto tra chi è più performante e coordinato e chi non lo è. I bambini devono sentirsi a loro agio in palestra, in un campo da calcio o basket e sprigionare tutta la loro positività , con particolare attenzione soprattutto a chi ha alle spalle situazioni familiari complicate . riuscire a creare la giusta armonia in un gruppo può placare i bambini ribelli e aggressivi e allo stesso punto potrebbe sbloccare quelli più timidi. Anche in questo caso la differenza viene fatta dagli educatori competenti e preparati professionalmente”.

Qual è l’età giusta per iniziare a praticare sport?

“Sicuramente non è possibile forzare le tappe motorie attraverso un allenamento precoce , esistono infatti dei periodi critici in cui le capacità motorie devono essere stimolate e organizzate in modo ottimale. E’ buona regola evitare la specializzazione in un singolo sport prima della pubertà che ha come scopo esclusivamente il miglioramento della performance e potrebbe portare a conseguenze negative come una riduzione della motivazione interna , traumi e abbandono precoce nello sport scelto. Si dovrebbe piuttosto optare per una diversificazione precoce ovvero il coinvolgimento in diversi sport dando la possibilità al nostro bambino di sperimentare diversi ambiti fisici, cognitivi, affettivi e sociali. Un attività ludica più di performance fino ai 12 anni, per poi ridurre a partire da quest’età il coinvolgimento in più sport , andando ad aumentare la specializzazione sullo sport principale, per poi attuare un allenamento mirato alla performance verso i 16 anni”.

Come capire quale sport scegliere per il proprio figlio?

“La parola chiave è far praticare ai nostri bambini quello che più interessa e piace e non forzarli mai. Sicuramente prima dei 14 anni ad esempio, nei maschietti sarebbe preferibile non eccedere con l’allenamento con i pesi perché non contribuisce all’aumento della massa muscolare e della forza ma potrebbe aumentare il rischio traumi. Questo non significa però che non possono andare in palestra, possono praticare pesistica ma con i giusti sovraccarichi e sempre seguiti da personale competente. La pratica sportiva non è in grado di far diventare più alti del potenziale genetico né di anticipare lo sviluppo puberale, non può determinare rallentamento della velocità di crescita  e ritardo puberale . la bassa /alta statura e l’anticipo/ ritardo puberale nello sport sono legati prevalentemente alla costituzione del soggetto che viene selezionato per tali caratteristiche. Di sicuro gli sport più a rischio sono quelli che implicano aspetti estetici e il raggiungimento di un basso peso per la performance che potrebbero portare a condotte alimentari scorrette soprattutto nelle bambine /adolescenti e causare i cosiddetti DCA (disturbi del comportamento alimentare)”.