Sanità, Morsa e de Ciuceis (Fp Cgil): “Sul Landolfi si intervenga seriamente. E la Regione non dimentichi tutte le altre criticità…”

Sono il Segretario Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, a intervenire attraverso una nota congiunta.

 

“Dopo diversi anni, ormai, finalmente i lavori di ristrutturazione del Landolfi sono oggettivamente partiti. Sappiamo che sono cominciati dal primo piano e questo è l’unico dato certo che abbiamo sul nuovo Landolfi. Il resto è per noi solita confusione e guerra di “totem”. La politica si sta esprimendo in ordine parzialmente sparso e differenziato su vari livelli di “…hai torto tu e ragione io”.

 

“La FpCgil, sempre nel pieno rispetto dei ruoli, aveva indicato la propria visione già nel 2019. Oggi siamo consapevoli che parte di quella visione è irrealizzabile perché mancano uomini e, soprattutto, si sono perse importanti professionalità e know-how, per garantire idonei livelli organizzativi ed assistenziali a ciò che resta del Landolfi, che non dimentichiamo, è una struttura sanitaria regionale ed italiana. Di conseguenza deve sottostare a questa sua dimensione. Solo se si parte da questo, il Landolfi ha un futuro, altrimenti, visti i rovesci economici e politici della nostra provincia, farà la fine di tante strutture, sanitarie e non, che sono testimoni inascoltati di cosa è capace la politica fatta a convenienza e a furor di popolo”.

 

“Fare un pronto soccorso significa avere alle spalle un ospedale completo, cosa che la politica locale e regionale, a Solofra non ha mai voluto, ma non da oggi. Solofra è stato un DEA di I livello in passato, senza alcuni servizi fondamentali quali la Rianimazione (non una generica Terapia Intensiva…) o la Cardiologia. Riconosciamo che si sono fatte azioni e manifestazioni per tutt’altro, ma tutt’altro con il PS ha ben poco a che vedere. Noi abbiamo l’impressione che i cittadini di Solofra e del comprensorio non vogliano solo il pronto soccorso, ma sicuramente Ortopedia, Chirurgia, Ginecologia e tutti gli altri reparti al servizio di queste specialità. Questo detto da chi ha fatto il calcolo sui vari comitati e le varie reazioni territoriali alle varie ipotesi di rimaneggiamenti sulla qualità e quantità delle specialità del Landolfi”.

 

“In Campania, secondo una versione del piano ospedaliero ancora vigente in epoca pre-covid sotto piano di rientro, vi sono più o meno 59 fra Presidi Ospedalieri AO e IRCCS, con 42 P.S. pubblici e 8 PS in strutture private integrati nella rete dell’emergenza. 25 di questi relativamente alle strutture pubbliche, dei quali solo 4 in zone particolarmente disagiate, si potrebbero identificare come “Ospedali sotto casa” e solo 8 non hanno il PS. Quindi chiudiamo la questione per sgombrare la mente anche da questa suggestione. La politica e gli stakeholder, gli ospedali li fanno e li mantengono solo se ci sono interessi legittimi ma anche borderline, sotto casa o sul cucuzzolo della montagna.

Ma adesso veniamo a noi che rappresentiamo i lavoratori del Moscati e della ASL. Ieri si è registrata un’altra giornata persa in Regione relativa alla questione dei 36 mesi per i precari. Palazzo Santa Lucia, dopo aver scritto l’ennesima legge, (dicembre 2020 lo stato, recepita nel 2021 dalla regione) grazie ai suoi burocrati e al terrore per la Corte dei Conti, per realizzarla ha bisogno di un ulteriore periodo di riflessione. Del 30% della premialità COVID che lo Stato ha dato alla Regione Campania e mai erogato, si sono perse le tracce. Mentre, del riconoscimento dell’indennità di malattie infettive a chi ha lavorato effettivamente nelle unità COVID non se ne parla neppure. Almeno finchè, ormai stanchi, con i lavoratori decideremo di partire con un’azione legale.

Nel frattempo, il Moscati si sta riorganizzando a fasi alterne e non senza criticità, gran parte delle quali sono imputabili ad un’eccessiva “foga” operativa che spesso porta a fare tutto ed il contrario di tutto. Di positivo c’è la nomina di Direttori Medici e dei coordinatori infermieristici. A breve si terrà l’elezione del consiglio dei sanitari mentre i dipartimenti stanno dando indicazioni alla direzione strategica su come arricchire l’atto aziendale. Di contro le O.O.S.S. aspettano di capire se il loro ruolo sarà di semplici spettatori da informare sui fatti o parte attiva in tale processo. Per tal ribollire di attività il nostro coinvolgimento o meno potrebbe essere decisivo e compreso in una forbice che va dal semplice atto formale, o al reale cambiamento della visione operativa del Moscati. Nel secondo caso è necessario che tutti, come d’altronde è richiesto ogni giorno a coloro che operano nella prima linea della sanità, si prendano pubblicamente e chiaramente le proprie responsabilità senza fare scaricabarile. La Fp Cgil anche per la questione Landolfi è pronta ad abbattere i totem e come sempre a fare la sua parte nella tutela del servizio pubblico, dei lavoratori e dei cittadini”.