Salute & Benessere, dott. Peluso sulla celiachia: “Più di 400mila celiaci non diagnosticati in Italia”

Per un nuovo appuntamento della rubrica “Salute & Benessere”, curata dal direttore di Irpiniatimes, dott.ssa Anna Vecchione, è stato intervistato il il dott. Pasquale Peluso. Il responsabile del Settore Biologia Molecolare del Centro Polispecialistico “Futura Diagnostica” di Avellino ha affrontato il tema “celiachia”.

 

Dottore, che cos’è la celiachia?

“La celiachia o malattia celiaca è il risultato di un’infiammazione cronica autoimmune dell’intestino tenue in soggetti geneticamente predisposti. Le malattie autoimmuni si verificano quando il sistema immunitario aggredisce le cellule di tessuti sani dell’organismo, ritenendole per errore nocive e producendo degli anticorpi per combatterle. Nella celiachia – la sostanza che scatena la reazione autoimmunitaria – è contenuta nel glutine ed è denominata gliadina; quando la gliadina è introdotta nel corpo attraverso il cibo, provoca un’infiammazione della parete dell’intestino tenue, ricoperta da milioni di piccole escrescenze chiamate villi intestinali. I villi hanno la funzione di aumentare la superficie di intestino che viene a contatto con il cibo, assorbendo le sostanze nutrienti in esso contenute. Nei malati di celiachia l’infiammazione dei tessuti appiattisce i villi riducendo la capacità di assorbimento e causando i sintomi della malattia celiaca”.

 

Dov’è presente il glutine?

“Il glutine si trova in tre cereali ovvero nel grano di tutti i tipi, nell’orzo, nella segale ed è presente in tutti gli alimenti che li contengono come la pasta, la pizza, i grissini, le torte, gli snacks ed i cereali per la prima colazione. Inoltre esso viene aggiunto a molti alimenti come additivo durante la fase di trasformazione industriale ed in particolare in salse, piatti pronti, gelati, alimenti impanati ed in alcuni tipi di yogurt; anche la birra, prodotta dalla fermentazione dell’orzo, deve essere evitata dai celiaci”.

 

Quali sono i sintomi?

“La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico molto variabile. Nei casi più lievi, i malati non hanno alcun fastidio evidente e spesso scoprono di essere celiaci in età avanzata o a seguito di accertamenti diagnostici eseguiti per altre malattie. Nella forma classica, il sintomo più frequente è la diarrea, dovuta all’impossibilità dell’organismo di assorbire completamente le sostanze nutrienti. Altri disturbi comuni possono essere gonfiore e dolore addominale ricorrente, perdita di peso dovuta a malassorbimento intestinale ed il rallentamento della crescita dei bambini. Purtroppo la forma classica è sempre più rara, mentre vanno aumentando i casi della forma atipica negli adulti, che possono presentare disturbi come stanchezza, affaticamento, anemia, carenza di vitamina B12, dimagrimento senza altra causa, bassa satura, infertilità, dermatiti, etc”.

 

Come si effettua la diagnosi?

“La diagnosi di celiachia si effettua mediante analisi del sangue periferico per determinare la presenza e la quantizzazione di alcuni anticorpi (anti endomisio ed anti transglutaminasi), i quali vengono prodotti e messi in circolo nei casi in cui il glutine sia percepito dall’organismo come sostanza estranea e pericolosa. Nel caso in cui venga riscontrata la presenza di un elevato livello di tali anticorpi, si procederà ad una biopsia dell’intestino tenue ed al conseguente esame istologico che potrà verificare se i villi siano danneggiati o atrofizzati, ovvero presentino i segni della malattia celiachia conclamata”.

 

E’ una malattia che può colpire a qualsiasi età ed è permanente?

“La celiachia può svilupparsi a qualsiasi età ed è più frequente tra le donne, visto che due casi su tre riguardano il sesso femminile. Fermo restando che la celiachia è legata ad una predisposizione genetica e che quindi ‘ci si nasce’, capita che i sintomi e la reazione immunitaria dell’organismo si manifestino in età adulta, spesso verso i 20-25 anni, ma anche dopo i 40 anni. Dobbiamo anche considerare che esiste anche una sensibilità al glutine con una sintomatologia molto simile a quella della malattia celiaca. Tali sintomi si manifestano in genere nel giro di pochi minuti o poche ore dal consumo di cibi contenenti glutine al contrario della malattia celiachia che è permanente”.

 

L’incidenza di questa malattia in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone, ce lo conferma?

“Posso confermarle che dai dati della letteratura scientifica, la celiachia interessa circa l’1% della popolazione generale a livello globale. In Italia, i celiaci dovrebbero essere circa 600.000 ed al 31/12/2014 i casi diagnosticati erano poco più di 172.000; nel nostro paese ci sono più di 400mila celiaci non diagnosticati che, usando quotidianamente il glutine, presentano i disturbi tipici della malattia e rischiano di andare incontro a severe complicazioni”.

 

E’ una malattia genetica?

“Possiamo certamente parlare di una predisposizione genetica alla celiachia. La ricerca scientifica dimostra come la malattia celiaca sia fortemente associata a mutazioni geniche che interessano i gruppi denominati HLA-DQ, responsabili dello sviluppo del sistema immunitario e trasmissibili ai discendenti. I familiari di primo grado (figli, fratelli-sorelle, genitori) dei malati celiaci hanno un rischio pari a circa il 10-15% in più, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare la malattia celiaca. Non è ancora noto perchè solo il 30% delle persone che hanno la predisposizione genetica sviluppino la malattia, nè perchè alcuni presentino sintomi lievi ed altri gravi. Attualmente le linee guida sulla celiachia raccomandano l’esecuzione di screening diagnostici di predisposizione genetica su tutti i soggetti cosiddetti ‘a rischio’ ovvero tutte quelle persone che hanno familiari di primo grado malati di celiachia o che soffrono di malattie autoimmuni”.

 

Come si cura?

“Al momento l’unica cura disponibile è una dieta senza glutine (gluten free), che va rigorosamente rispettata per tutta la vita e che permette di far scomparire i disturbi causati dalla malattia al fine di evitare complicazioni anche gravi. Pertanto, quando si è sicuri di essere celiaci, perchè la malattia è stata correttamente diagnosticata, è necessario rivolgersi ad un medico specialista e ad un dietologo per essere aiutati nel passaggio ad una dieta senza glutine, correttamente bilanciata e comprensiva di tutte le sostanze nutritive di cui si ha bisogno”.

 

Parliamo, infine, del costo dell’esame…

“Questo è un esame non convenzionato. Il costo è di 15 euro per anticorpi anti edomisio; transglutaminasi IGA – 10 euro e transglutaminasi IGG – 10 euro.