Salute & Benessere, dott. Di Grezia: “La demenza colpisce tra l’1 e il 5% degli ultra 65enni”

Per un nuovo appuntamento con la rubrica “Salute & Benessere”, curata ed ideata dal direttore di Irpiniatimes, la dott.ssa Anna Vecchione, il geriatra dott. Francesco Di Grezia, già direttore UOC settore A.O.R.N. “San Giuseppe Moscati” di Avellino, ci ha parlato di “Demenza senile”.

 

Dottore, spieghiamo cos’è la demenza senile…

“La demenza è una malattia neurodegenerativa dell’encefalo caratterizzata da un declino cognitivo e da disturbi del comportamento, con una progressione più o meno rapida a cui consegue la perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza. La demenza è conseguente alla morte dei neuroni presenti in alcune aree cerebrali responsabili di importanti funzioni quali la memoria, l’attenzione e lo stato di coscienza”.

 

Come iniziamo a percepirne i sintomi?

“I primi sintomi di demenza coincidono con la perdita della memoria, soprattutto per i fatti recenti. Le persone affette da demenza dimenticano i fatti accaduti più di recente conservando i ricordi degli eventi avvenuti anni prima. Inoltre si riduce la loro capacità critica di giudicare i fatti che avvengono e le cose che li circondano; manifestano disfunzioni nel linguaggio e disorientamento temporo-spaziale. Infatti a volte escono da casa da soli, ma non sanno dove si trovano se si allontanano dalle mura domestiche.

 

Si stima che in tutto il mondo esistano 45 milioni di persone che convivono con la demenza. In molti si chiedono se esista una terapia preventiva…

“La demenza colpisce circa tra l’1 e il 5% degli ultra 65enni. Molti studi scientifici hanno dimostrato che la percentuale di persone affette da demenza aumenta con l’avanzare dell’età. Infatti raddoppia ogni 4 anni fino ad arrivare a circa il 30% negli ultra 80enni. In Italia si stima che ci siano circa 500mila persone con demenza di Alzheimer mentre in Europa tale tipo di demenza rappresenta il 54% di tutte le forme. Nel mondo si è arrivati a circa 50 milioni di malati con incremento ad oggi di 12 milioni”. 

 

 Demenza senile e Alzheimer camminano spesso di pari passo, ce lo conferma?

“Si”.

 

Fattori di rischio e come ritardarla…

“Il più importante fattore di rischio di demenza è l’età avanzata. L’analisi della storia clinica dei pazienti suggerisce che fattori favorenti sono l’ipercolesterolemia, l’aterosclerosi, l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’elevato livello di omocisteina, il fumo, l’alcolismo e la bassa scolarità”.

 

Cosa prova una persona colpita da demenza senile?

“Sintomi iniziali di demenza senile sono i problemi di memoria a breve termine, l’occasionale mancanza di giudizio critico, la tendenza alla passività e alla mancanza di iniziative e difficoltà di linguaggio, calcolo e ragionamento. Con la progressione di malattia diventano inevitabili la perdita di abilità cognitive, peggioramento della memoria, l’aggravamento delle difficoltà di linguaggio e l’incapacità di riconoscere i colori e di leggere ad una certa distanza. Infine confusione e difficoltà nelle attività della vita quotidiana.

 

Una malattia dall’enorme impatto non solo su chi ne è colpito, ma anche sulla famiglia. Suggerimenti per i parenti…

“Il caregiver è persona fondamentale per l’assistenza della persona affetta da demenza che dovrà in tutti i modi favorire il riorientamento e dare supporto alla perdita quotidiana dell’autonomia e in particolare supportare il paziente nelle attività elementari della vita quotidiana”.

 

Come avviene la diagnosi?

“La diagnosi non può contare su un test specifico, infatti medici ricorrono ad una serie di esami per valutare le condizioni in cui versa il paziente. Si procede attraverso un accurato esame obiettivo, all’analisi della sua storia clinica, ad un esame fisico completo (riflessi, abilità motorie, funzioni sensoriali). Fondamentali sono i test cognitivi e alcuni esami di laboratorio nonchè attraverso una TC e una Risonanza Magnetica dell’encefalo”.

 

Il decorso della demenza senile quali tempistiche persegue?

“I tempi di patologia sono variabili da paziente a paziente perché in alcuni casi la progressione è rapida, mentre nella maggior parte dei casi è lenta e graduale”.

 

Quanto sono efficaci le cure?

“Allo stato attuale le terapie sono efficaci soltanto sotto il profilo sintomatico; infatti non sono stati ancora scoperti farmaci in grado di arrestare il processo degenerativo. Sono utili i farmaci inibitori dell’acetilcolinesterasi e la memantina; utile ancora gli antiipertensivi, gli anticoagulanti, gli antidepressivi e i farmaci neurolettici. Molto importante è il trattamento fisioterapico associato a terapia occupazionale e comportamentale. Da sottolineare che la dieta (mediterranea) e lo stile vita e in particolare una regolare attività fisica sono in grado di rallentare il processo degenerativo”.