Salute & Benessere, cataratta. Dott. Iovino: “Diversi i fattori di rischio. Oggi l’intervento è di elevatissima tecnologia”

Per un nuovo appuntamento di Salute & Benessere, con l’oculista dott. Gaetano Iovino, abbiamo parlato di cataratta.

 

Dottore, spieghiamo cos’è la cataratta…

“La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, ossia della lente presente all’interno del nostro occhio (Fig.1). Il processo degenerativo del cristallino inizia intorno ai 45-50 anni di età con la presbiopia: a quest’età, infatti, la popolazione che vede bene da lontano inizia progressivamente a faticare con la visione da vicino e si rende necessario l’utilizzo degli occhialini da presbiopia. Tale fenomeno è causato dall’irrigidimento sclerotico del cristallino, che prosegue via via con il passare degli anni. In età avanzata, tale irrigidimento della lente presente all’interno dell’occhio (il cristallino) si accompagna anche ad una sua progressiva opacizzazione con la comparsa della cataratta. Tale opacizzazione compromette quindi l’acuità visiva, proprio come se guardassimo attraverso una finestra molto sporca. La cataratta rappresenta la malattia oculare più diffusa nella popolazione mondiale tale patologia colpisce il 38% della popolazione italiana sopra i 70 anni (nel dettaglio 8,5% fascia d’età 70-74 anni, 12,4% fascia d’età 75-79 anni, 17,1% oltre gli 80 anni)”.

 

Ci conferma che esistono diversi tipi di cataratta?

“L’opacità della cataratta, studiata attraverso la lampada a fessura, viene classificata in base alla sede e al tipo.

In base alla sede dell’opacità:

  1. corticale
  2. nucleare
  3. cortico-nucleare
  4. Sottocapsulare posteriore.

In base alla tipologia dell’opacità:

  1. incipiente
  2. intumescente
  3. matura
  4. ipermatura

Esiste, inoltre, la classificazione etiologica di importante rilievo clinico:

  1. La cataratta diabetica: considerata la maggiore causa di disabilità visiva nei pazienti diabetici, nei quali incidenza, progressione di malattia e percentuali di complicanze postoperatorie sono assai elevate;
  2. la cataratta da corticosteroidi: la somministrazione di terapia cortisonica a lungo termine, comunemente utilizzata nei disturbi come asma, allergia, artrite reumatoide, terapie immunosoppressive dopo trapianti d’organo, aumenta notevolmente il rischio di insorgenza di cataratta, in particolare di cataratta posteriore sottocapsulare che causa importante defi cit visivo essendo localizzata centralmente lungo l’asse ottico;
  3. la cataratta indotta da radiazioni: le radiazioni ambientali nel range dell’ultravioletto (UV) che raggiungono l’epitelio del cristallino e le fi bre corticali contengono sia UVB che UVA, con corrispondente assorbimento in dose di livello minimo (rispettivamente, 0.0006 – 0.005 e 100-1000 mW/ cm2 )  ma che raggiunge livelli lesivi per effetto cumulativo a causa dell’esposizione continuativa per molte decadi;
  4. la cataratta traumatica: correlata ad eventi traumatici di tipo fisico o meccanico dell’occhio, come ad esempio le ferite perforanti ed i traumi contusivi che determinano un danno diretto alla organizzazione strutturale del cristallino coinvolto.

 

Parliamo dei sintomi…

“La cataratta si manifesta essenzialmente con disturbi visivi , la cui entità dipende dal grado e dalla sede dell’opacità del cristallino. I sintomi principali comprendono: riduzione del visus a carattere ingravescente e processi di ametropizzazione dovuti al cambiamento del potere diottrico del cristallino con fenomeni di miopia ma anche ipermetropia e astigmatismo. Curiosamente, per effetto della miopizzazione transitoria, questi pazienti riescono a migliorare temporaneamente la visione da vicino; visione di aloni colorati intorno alle sorgenti luminose a causa di diffrazione dovuti all’alternanza  di zone a diverso potere diottrico; diplopia monoculare, non frequente , ovvero di visione di due o più immagini da un solo occhio, spesso distorte , caratteristica della cataratta iniziale”.

 

Tra le cause della cataratta vanno annoverate la familiarità e poi una serie di fattori specifici. Quali?

“Oltre l’età esistono fattori di rischio a cui fare attenzione; si possono riassumere in una mancata protezione degli occhi dai raggi UV (occhiali da sole), nel presentare in famiglia casi di cataratta (familiarità), chi è affetto da altre patologie concomitanti come glaucoma, uveite. Ed ancora. Chi ha subito traumi alla testa o agli occhi, nel soggetto diabetico, coloro che hanno effettuato terapie prolungate con farmaci (cortisone per esempio)”.

 

Come prevenire la cataratta?

“Per prevenire la formazione della cataratta è consigliabile sottoporsi a controlli oculistici regolari, che dovrebbero essere eseguiti con una certa frequenza man mano che l’età avanza.
Nonostante non sia ancora del tutto chiaro se esiste un’effettiva prevenzione per la cataratta, gli esperti consigliano di mettere in pratica alcune regole importantissime per tenere sotto controllo ogni possibile forma di anomalia oculare:

  • non fumare: alcuni studi hanno osservato che certe infezioni e malattie oculari (cataratta compresa) tendono a manifestarsi più frequentemente nei pazienti fumatori piuttosto che in quelli che non fumano. A detta di ciò, si comprende come smettere di fumare sia un’importante regola “protettiva” per l’incolumità del cristallino;
  • seguire uno stile di vita sano: si consiglia di osservare un regime dietetico regolare, ricco di frutta, verdura, cereali integrali, carboidrati non raffinati e alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi omega 3. Praticare esercizio fisico costante e seguire una dieta sana e bilanciata prevengono l’obesità, altro fattore di rischio per la formazione della cataratta;
  • in presenza di diabete, si raccomanda di tenere sempre sotto ferreo controllo la glicemia: il diabete, infatti, rientra nella lunga lista dei fattori di rischio per la cataratta.
  • indossare sempre gli occhiali da sole prima di uscire, anche nei mesi invernali: questo atteggiamento protegge gli occhi dai pericolosissimi raggi UV del sole.
  • sembra che dormire almeno 7 ore per notte costituisca un buon comportamento da osservare per evitare la formazione della cataratta”.

 

Dottore, concludiamo parlando dell’intervento. Ci conferma che non è doloroso o invasivo ed ha un recupero estremamente rapido grazie all’ausilio delle tecnologie più innovative?

“Oggigiorno la chirurgia dell’intervento di cataratta è di elevatissima tecnologia e si avvale di ultrasuoni, (FACOEMULSIFICAZIONE ) o coadiuvati dal laser in alcuni passaggi chiave chiamato “LASER A FEMTOSECONDI” che sfrutta energia termica per dividere il nucleo del cristallino catarattoso . Il laser a femtosecondi è detto laser intrastromale perché è in grado di penetrare nei tessuti senza ledere quelli circostanti (attraversando tessuti solo trasparenti) . Laddove in passato erano richiesti anche alcuni giorni di ricovero, oggi tutto viene svolto in regime ambulatoriale con l’ausilio di un’anestesia di tipo topica ossia con , gocce direttamente sull’occhio raramente con anestesia di tipo  locale  . l’intervento ha generalmente una durata di 10-15 minuti ed il paziente può tornare a casa già nel giro di un’ora. In seguito all’intervento di cataratta, viene inserita nell’occhio una speciale lentina intraoculare (IOL) pieghevole attraverso la minuscola incisione che viene praticata. La tecnologia degli ultimi 2-3 anni ha fatto eccezionali passi avanti, consentendo di impiantare IOL sempre più sofisticate che eliminano la dipendenza dagli occhiali sia per lontano sia per vicino, anche nei pazienti astigmatici. Le IOL multifocali consentono una completa indipendenza dagli occhiali in seguito all’intervento di cataratta. Hanno una tecnologia ottica refrattiva e diffrattiva tale da focalizzare contemporaneamente sulla retina oggetti vicini e lontani. Se l’occhio del paziente è sano e la retina non presenta maculopatie o altre degenerazioni, il recupero visivo è rapido (generalmente 1-2 giorni) e molto spesso consente anche il raggiungimento dei dieci decimi di acuità visiva.
Tale recupero visivo è di tipo permanente poiché il cristallino artificiale che viene impiantato non è soggetto a deterioramento o ulteriori opacizzazioni. L’unica eventuale evenienza riscontrabile negli anni seguenti l’intervento è la cataratta secondaria, ossia l’opacizzazione di una piccola membrana che sostiene il cristallino artificiale impiantato nell’occhio. Sarà sufficiente un trattamento laser ambulatoriale ed indolore, della durata di pochi secondi, per ripristinare una perfetta e definitiva trasparenza”.

 

 

 

Dott. Gaetano Iovino

Medico Chirurgo

Specialista in Oftalmologia presso Università La Sapienza Roma

Medico Oculista presso U.O.S.D

Ospedale Sacuore di Gesù 

Fatebenefratelli  (Bn)

Oftalmologia Legale  U.O. Medicina Legale INPS

Sede di Avellivo 

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