Riapertura della discarica di Difesa Grande, il chiarimento del Comune di Ariano

Ariano Irpini – In queste ore si sta diffondendo la notizia FALSA di una riapertura della discarica di Difesa Grande.

FALSA PERCHÉ?
La discarica di Difesa Grande è stata chiusa con legge dello stato e non può essere riaperta
A breve inizieranno i lavori di messa in sicurezza della discarica che consisteranno nella stabilizzazione di un movimento franoso in atto, nella riprofilatura della discarica CON SOLO TERRRENO VEGETALE, nella realizzazione finale di uno strato di copertura (c.d capping) dello spessore di un metro

COSA ACCADE IN REALTÀ?
La normativa nazionale ed europea prevede che lo strato superficiale finale di copertura delle discariche definitivamente chiuse possa essere realizzato con l’utilizzo di biostabilizzato opportunamente certificato, tracciato e lavorato ai fini del ripristino ambientale e come materiale sub-primario
Il Tribunale Amministrativo ha statuito che tale operazione di RIUSO E RICICLO è perfettamente compatibile con la discarica di Difesa Grande e che è VIETATA QUALSIASI ATTIVITÀ DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI

COSA HA DECISO IL CONSIGLIO COMUNALE?
La Regione Campania è l’ente competente a decidere ed il Consiglio ha chiesto alla Regione di:

➡️ utilizzare esclusivamente terreno vegetale per la copertura finale della discarica
➡️ far avviare subito i lavori di messa in sicurezza della discarica per stabilizzare i movimenti franosi ed evitare disastri ambientale
➡️ in caso di estrema necessità limitare l’utilizzo di biostabilizzato soltanto al primo strato di copertura superficiale finale dello spessore di 50 centimetri, strato che dovrà comunque essere composto al 50% da terreno vegetale
➡️ utilizzare solo biostabilizzato certificato e tracciato e di inviare settimanalmente le informative sulle operazioni svolte agli uffici comunali

Il Comune di Ariano Irpino deve tutelare la salute dei cittadini e l’interesse pubblico.

Non possiamo tollerare la presenza di una discarica a rischio frana.

Il Comune continuerà a monitorare lo stato di inquinamento dei luoghi per tutto l’arco delle operazioni e per un periodo di 30 anni successivo alla fine dei lavori.