Questione Asi, Ciampi (M5S): “In consiglio regionale cominciano a svegliarsi”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Vincenzo Ciampi del Movimento Cinque stelle che affronta la questione Asi:

Sono settimane  che con articoli sui giornali, comunicati stampa, post su facebook, contatti con i sindaci interessati, da Melito a Grottaminarda, e iniziative nella commissione Aree interne e Attività produttive di cui faccio parte (nelle quali chiederò apposite audizioni), affronto la questione dell’Asi di Avellino. Prima la vicenda del bando per il direttore  generale, poi la vendita dell’eliporto a Pianodardine, infine la questione del mancato accoglimento della domanda di Grottaminarda che a dicembre scorso aveva deliberato di entrare nel Consorzio: segnali censurabili per un ente di questa portata (tutte questioni meritevoli di interrogazioni alla Giunta). Mi fa piacere che qualcuno cominci a sostenere la mia tesi anche in consiglio regionale. I colleghi della maggioranza comincino a svegliarsi, prima che sia tardi.

Ripropongo quello che ho scritto stamattina sul mio facebook.
Il consorzio Asi inspiegabilmente rifiuta di consorziare Grottaminarda, Comune cardine della Valle Ufita, quell’area dell’Irpinia che punta al rilancio del sistema produttivo. Come dire: fuori dall’Asi Polo logistico e stazione Hirpinia Ci sono Flumeri, Frigento e Ariano nel Consorzio, perché non creare una rete virtuosa?
E’ un grave gap quello di avere un organismo di vertice dell’Asi che prova a rinviare la soluzione di problemi immediati. Sopratutto quelli riguardanti la rappresentanza e le legittime attese del territorio. L’ Asi non si fa scrupolo a dire no ad un Sindaco, in questo caso quello di Grottaminarda, che chiede di entrare nel consorzio.
Grottaminarda è un’area destinata ad avere un essenziale e centrale ruolo nella riorganizzazione del sistema trasportistico regionale e provinciale con la realizzazione della stazione dell’Alta Capacità e infrastrutture ad essa collegate. Allora perché il diniego?
L’Asi deve confrontarsi con il territorio, non è un mondo a parte.
Della vendita di un importante asset come l’eliporto (infrastruttura utile alla comunità destinandola al servizio dell’ospedale), non si parla.
Non si parla di progetti nelle mani del Consorzio come il collegamento stradale dalla Valle Caudina a Pianodardine che restano inspiegabilmente a metà.
Per questo servono più sindaci possibile nel consiglio generale dell’Asi: servono voci libere, però.
Mi chiedo quanto ancora ci sia da attendere per comprendere che i ritardi di sviluppo vengono anche dagli atti di chi si sente “proprietario” della cosa pubblica, tarpando le ali al territorio e alle imprese.
Porterò la questione all’attenzione della Commissione Attività produttive e della Commissione Aree interne.
Ma al prossimo giro i sindaci facciano scelte sulla competenza e non sulla convenienza.