Pratola Serra chiude il bilancio in rosso

Ultimatum del Revisore dei Conti all’amministrazione Aufiero: entro il prossimo 3 giugno bisogna riconoscere oltre 700 mila euro al rendiconto del bilancio 2018.

Ma il Disavanzo è destinato a lievitare e a superare abbondantemente il milione di euro, vista la mole dei crediti vetusti, per i quali l’Ente non consegna certificazione, oltre a quanto abbiamo integrato durante il consiglio comunale e integreremo nei prossimi giorni.

Per gli anni 2017 e 2018, l’amministrazione Aufiero non ha pagato una sola fattura a Irpinia Ambiente, ne tantomeno paga la bolletta elettrica senza portare un solo euro al bilancio.

E pensare che hanno incaricato una società terza per la riscossione coatta e la lotta all’evasione.

Un gran bel esempio da parte di chi l’esempio dovrebbe invece darlo.

Già all’approvazione del bilancio 2017 segnalavamo una situazione disastrosa dei conti dell’Ente comunale, e a nulla sono serviti i moniti che l’Organo di Revisione ha costantemente inviato, invitando e sollecitando al rispetto dei principi contabili che a Pratola Serra pare neanche esistano. Quest’anno pensiamo abbiamo toccato il fondo, l’amministrazione Aufiero, dopo aver approvato in giunta un rendiconto in Disavanzo per circa 50 mila euro, a pochi giorni della seduta di consiglio riconosce con delibera di giunta una “attualizzazione” del risultato, riconoscendo di aver “dimenticato” accantonamenti e vincoli per circa 650 mila euro.

Ma nella delibera di giunta, che l’Organo di Revisione definisce estranea a qualsiasi norma di diritto, avviene il miracolo matematico. Si riconoscono nella sostanza debiti per circa 650 mila euro ma il risultato finale peggiora solo di circa 30 mila.

Un paradosso presto svelato dalla danza dei numeri che pare siano iscritti al bilancio tirando i dadi da gioco.

Ma c’è poco da divertirsi, visto che l’anno 2018 è stato chiuso con oltre 800 mila euro di debiti con la Banca e l’azzeramento totale dei 600 mila euro di Cassa Vincolata, destinata ai contributi del terremoto dell’80.

Occorre inoltre trovare un milione di euro per pagare Irpinia Ambiente e altri 200 mila euro per pagare le bollette elettriche.

Che fine avranno fatto le tasse pagate dai cittadini per pagare i servizi non è un mistero, chi invece è in attesa del contributo del terremoto dovrà attendere il prossimo miracolo matematico.