POGGIOREALE, SCOPERTI ALTRI TELEFONI CELLULARI IN CARCERE

Ancora un sequestro di telefoni cellulari illegalmente detenuti nel carcere di Poggioreale a Napoli, sequestrati dalla Polizia Penitenziaria. Ne da notizia Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Ormai il rinvenimento ed il sequestro di cellulari negli Istituti Penitenziari della Campania costituisce un evento critico con una frequenza quotidiana. Questa mattina presso il padiglione Avellino, ove sono ristretti detenuti del circuito custodiale dell’Alta Sicurezza, sono stati rinvenuti e sequestrati ben 5 cellulari. Gli uomini dei Baschi Azzurri, in una brillante operazione di intelligence, hanno rinvenuto gli apparecchi telefonici occultati in un frigorifero, in uso ai detenuti, ed in una branda. I cellulari, provvisti dei relativi carica batterie e delle sim card, erano quattro smartphone ed uno del tipo micro. Un encomio dal SAPPE Campania va ai colleghi di Poggioreale che, nonostante le criticità operative per la carenza organica, le limitate risorse economiche che non consentono la dotazione di necessari supporti tecnologici in una struttura secolare e sovraffollata con 2200 detenuti, riescono a resistere ottemperando al proprio mandato Istituzionale e a garanzia della legalità. Altri cellulari sequestrati in carcere, dunque, con buona pace del garante dei detenuti di Napoli, un ex detenuto condannato a più di vent’anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti (!), e quello della regione Campania, che addirittura nega l’esistenza dei droni che sorvolano le carceri perché lui, dalle finestre del suo comodo, profumato e riscaldato ufficio con vista su Poggioreale pagato anche dai cittadini vittime della criminalità e della delinquenza, “non ne ha mai visto uno”… È comprensibile che ognuno debba esercitare il proprio ruolo, ma non perdiamo di vista che da questa parte (il SAPPE) si tratta di un ruolo istituzionale che discende direttamente dalla Costituzione, mentre dall’altra (il garante comunale, provinciale o regionale dei detenuti) si tratta di una delle tantissime figure “inventate” dagli Enti Locali senza alcuna radice normativa da fonti primarie…”.

Il segretario generale del SAPPE Donato Capece ricorda che “la Polizia Penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l’ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”. 

Per il SAPPE “è urgente e non più differibile trovare soluzioni al personale di Polizia Penitenziaria che lavora, sotto organico e con mille difficoltà, nel carcere di Poggioreale e nonostante tutto garantisce al meglio i compiti di sicurezza”: per questo il primo Sindacato della Polizia rinnova  un sollecito intervento dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria.