PNRR, perché è importante per il rilancio dei territori

Negli ultimi mesi si sta parlando tanto del PNRR, ossia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prevede lo stanziamento di ingenti fondi per la modernizzazione e il rilancio delle regioni italiane. Ma perché il piano è così importante? Cosa può cambiare nelle piccole realtà locali attraverso l’utilizzo dei fondi?

Che cos’è il PNRR

PNRR è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ossia il documento predisposto dal Governo italiano per illustrare alla commissione europea come si intendono spendere i fondi comunitari messi a disposizione dal programma Next Generation EU. Come si può intuire, si tratta di un documento estremamente importante per il nostro Paese, che grazie alle risorse provenienti dall’Europa può agire su diversi fronti in un’ottica di crescita e modernizzazione.

Oggetto di numerose discussioni a livello politico ed economico, il PNRR può rappresentare uno strumento di grande valore non soltanto a livello di macroterritori, ma anche per le piccole realtà locali, che attraverso specifici progetti possono accedere a parte dei fondi e lavorare su diverse tematiche. Il PNRR, infatti, è articolato su sei missioni, alle quali fanno riferimento i progetti redatti dai singoli enti.

Nello specifico, le missioni sono:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • Istruzione e ricerca;
  • Coesione e inclusione;
  • Salute.

È interessante notare, peraltro, che l’Italia risulta essere tra i maggiori beneficiari del programma di finanziamento, con 191,5 miliardi di euro di fondi complessivi suddivisi tra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (122,6 miliardi), ai quali si aggiungono i 13 miliardi di euro previsti dal programma Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (React-Eu).

Nuove opportunità di modernizzazione per i territori

Come si può osservare leggendo le missioni del PNRR, centrali sono gli aspetti legati alla modernizzazione dei territori sotto diversi punti di vista, a partire dalla digitalizzazione fino ad arrivare alle soluzioni per migliorare l’approccio ecologico e alla sostenibilità su più livelli.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, per esempio, i fondi del PNRR possono essere investiti per dotare gli enti pubblici di sistemi avanzati per offrire servizi al cittadino oppure per attuare protocolli di cybersecurity in linea con il “Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica”.

Le potenzialità del digitale, d’altronde, sono state dimostrate in questi anni dal successo di diverse iniziative intraprese sul web da operatori privati, come nel caso delle piattaforme dedicate all’uso di svaghi e passatempi come le slot o dei portali di e-commerce, che hanno rivoluzionato l’accesso a servizi di intrattenimento e shopping, ed è ormai impensabile un futuro per le Pubbliche Amministrazioni che non contempli l’uso delle più recenti tecnologie per comunicare tra loro e con i cittadini.

Anche dal punto di vista della sostenibilità e della transizione ecologica le risorse previste dal PNRR potrebbero aiutare le realtà locali a risolvere diversi problemi, per esempio dal punto di vista della gestione e del riciclaggio dei rifiuti così come per lo sviluppo dell’economia circolare e il sostegno all’adozione delle energie rinnovabili, senza contare il delicato tema delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, un argomento non più rimandabile se si vuole restare al passo con gli altri Paesi europei.

Lavoro, istruzione, ricerca e salute sono gli altri ambiti su cui investire in maniera forte sin da subito, sfruttando per l’appunto fondi provenienti dall’Europa il cui impatto, secondo gli analisti, risulta determinante. Secondo una relazione del centro studi del Parlamento, infatti, il PNRR può incidere in termini di crescita sull’economia italiana per una percentuale compresa tra lo 0,8 e l’1,4% nelle varie fasi, soprattutto se i progetti di investimento verranno accompagnati da riforme profonde atte a modernizzare il Paese.

Grandi e piccoli territori non possono, dunque, che trarre vantaggio dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, uno strumento a cui soprattutto le realtà finora rimaste indietro devono guardare con estrema attenzione per non perdere un treno che difficilmente ripasserà in futuro. Se gli enti locali irpini e la Regione Campania nella sua interezza sapranno cogliere questa opportunità, sarà possibile finalmente parlare di modernità e sviluppo anche lì dove finora poco si è mosso nel corso dei decenni.