OBBLIGO DI REGIME IVA A TUTTO IL TERZO SETTORE. LA PROTESTA DELLE ACLI E DEL FORUM

Da Alfredo Cucciniello, Presidente provinciale delle ACLI di Avellino, arriva una nota di protesta avverso un provvedimento approvato in Senato e che beffardamente arriva proprio in coincidenza con la Giornata dedicata al volontariato.

“Come ogni anno, anche stavolta arriva l’ennesima incursione legislativa ai danni di chi quotidianamente lavora per mantenere la coesione sociale nel Paese. Della serie “a volte ritornano”: sembrava finita un anno fa, ma evidentemente non è così; il Decreto Fiscale appena approvato in Senato, collegato alla Legge di Bilancio 2022, prevede infatti di assoggettare all’IVA alcune attività svolte dalle Associazioni di volontariato e di Terzo Settore, trasformandole da attività escluse dall’ imposta ad attività esenti dalla stessa. Una differenza sottile ma di grande impatto economico perché, nonostante le esenzioni, le associazioni dovrebbero comunque far fronte ad una serie di obblighi che oggi non hanno e a costi di tenuta della contabilità, oneri e ulteriori adempimenti burocratici. Nel dettaglio, la norma approvata al Senato prevede infatti di considerare come commerciali alcuneattività attualmente escluse, tipo la somministrazione di alimenti e bevande nelle sedi associative o in spacci annessi ai circoli di Enti con finalità assistenziali, nonché i beni, le pubblicazioni o i servizi resi ai soci dietro il pagamento di un corrispettivo.

Un anno fa per fortuna la nostra azione riuscì a far cambiare la rotta, così come nel 2018 quando c’era stato il tentativo di togliere le riduzioni Ires agli enti non profit. E’ davvero incomprensibile che venga approvato un simile emendamento mentre, con una decisa e forte collaborazione coordinata dal Ministero del Lavoro, si è definito un testo per correggere la parte fiscale della Riforma del Terzo Settore. Sembra che una mano non sappia quello che fa l’altra, perché lo stesso Governo, dimenticando completamente il dialogo avviato col Forum del Terzo Settore e la sua presenza al tavolo del partenariato sul PNRR, dà poi il suo assenso ad un emendamento che impone il regime IVA su tutti gli Enti del Terzo Settore che, nella maggioranza dei casi, sono costituiti da piccoli gruppi e associazioni non commerciali.

Siamo letteralmente basiti, e ci domandiamo se si preferisca avere rispetto e considerazione e dunque un dialogo autentico solo con chi può fare la voce grossa, tenuto conto del fatto che molti adempimenti chiesti al Terzo Settore non sono richiesti neanche alle imprese profit e ai soggetti che godono di tante agevolazioni fiscali e di intoccabili e redditizie concessioni pubbliche.

Tocca ricordare al legislatore che Aldo Moro, nel suo indimenticabile discorso all’Assemblea Costituente, chiese che trai principi costituenti e i pilastri della nostra democrazia fosse riconosciuta la centralità dell’autonomia delle formazioni sociali. Invece oggi si continua di fatto a trattare le formazioni sociali come fossero delle subordinate della Pubblica Amministrazione, o, peggio ancora, di qualche area politica e che pertanto si debbano adeguare silenziosamente, supinamente agli improvvisi e paradossali cambi di umore e colore del potere.

E’ innanzitutto questo furtivo modo di procedere nel proporre emendamenti sul Terzo Settore che lascia interdetti e mostra un volto irrispettoso verso un mondo che non è e non vuole essere alla sequela di nessuno, Ed è inaccettabile volere definire l’attività di tutto il Terzo Settore come commerciale, negando cos’ gran parte della sua storia e della sua identità che lo vede per l’appunto “terzo” rispetto allo Stato e al Mercato.

C’è nella visione di chi partorisce certi emendamenti una volontà più o meno consapevole di ridurre l’autonomia di un mondo che molto spesso fa arrivare la nostra Repubblica e la nostra Costituzione laddove lo Stato non riesce ad arrivare, con l’aggravante che in questo modo si mina lo sforzo di riconoscimento della stessa Riforma del Terzo Settore che era ripreso di buona lena proprio con l’azione di questo Governo”.

Come un anno fa, quando ci battemmo per cancellare questo stesso provvedimento dalla Legge di Bilancio, svolgeremo un’azione di protesta e di rivendicazione a sostegno delle istanze delle nostre Associazioni e dell’associazionismo di base, quelloche “gratuitamente” e quotidianamente svolge un’azione di prossimità, solidarietà e servizio e contribuisce in maniera decisiva all’unità e coesione del Paese.