Nuove imprese a tasso zero, incentivi per donne e under 35

Per fare impresa le idee sono fondamentali, ma da sole non bastano: servono sufficienti fondi per dare concretezza al progetto, che altrimenti rischia di rimanere solo su carta. A questo proposito, sono diversi gli incentivi a disposizione di chi vuole dare vita a una PMI. Riprendendo la guida dal sito di Contributi PMI, che l’ha descritta con dovizia di particolari, andiamo a conoscere una delle misure principali, Nuove imprese a tasso zero, promossa dal Ministero per lo Sviluppo Economico e gestita da Invitalia.

Destinatari della misura sono le imprese costituite almeno per il 51% da giovani al di sotto dei 36 anni e donne di tutte le età. Nuove imprese a tasso zero prevede un finanziamento in parte sotto forma di contributo a fondo perduto, in parte come finanziamento a tasso zero. Il contributo a fondo perduto integra il finanziamento, che può arrivare a coprire il 90% delle spese ammissibili e durare fino a 10 anni. Nello specifico, il contributo a fondo perduto si differenzia in base all’età dell’impresa: se l’impresa ha massimo 3 anni, si può ottenere fino a un milione e mezzo di euro per coprire il 20% delle spese ammissibili, se l’impresa ha più di tre anni, invece, il contributo può salire fino a 3 milioni di euro, a coprire il 15% delle spese ammissibili.

Anche le spese ammesse dalla misura cambiano in base all’età dell’azienda richiedente: le imprese di massimo 3 anni possono usare l’incentivo per opere murarie, acquisto di attrezzature e impianti, brevetti, marchi, licenze, software e servizi per tecnologie di informazione e comunicazione, consulenze specialistiche, oneri legati alla stipula del contratto di finanziamento agevolato. Le imprese nate da più di tre anni, invece, hanno più limiti e possono utilizzare i finanziamenti per opere edili, per impianti, macchinari, programmi informatici, servizi per le tecnologie di informazione e comunicazione. Possono richiedere i finanziamenti previsti da Nuove imprese a tasso zero le micro e piccole imprese di settori quali industria e artigianato (produzione di beni), commercio, turismo, innovazione sociale, di fornitura di servizi (sia alle persone che alle imprese). Invitalia valuta le domande in ordine di arrivo: se accettata, l’azienda deve concludere il programma di investimenti entro due anni dalla firma del contratto di finanziamento, sebbene sia possibile ottenere delle proroghe di 6 o 12 mesi. Affinché la domanda vada a buon fine, va compilata in tutte le sue parti e corredata di documenti come il curriculum del team imprenditoriale e, nella seconda fase, il piano economico-finanziario. Invitalia, infatti, valuterà anche la sostenibilità economica del progetto. Nuove imprese a tasso zero è un incentivo che vuole agevolare la nascita e il consolidamento di imprese su tutto il territorio nazionale da parte di donne e giovani, due categorie di persone che hanno più ostacoli da affrontare nel mondo del lavoro, soprattutto in un momento di crisi acuito dalla pandemia.