“Noi di Celzi abbandonati da tutti”, la lettera dei residenti esasperati

Pubblichiamo la lettera riportata da Il Mattino, inviata da un gruppo di residenti di via San Nicola a Celzi di Forino, esasperati per i puntuali allagamenti che invadono la loro frazione ogni volta che l’Irpinia viene colpita dal maltempo.

“La casa dovrebbe essere il posto dove ognuno si sente al sicuro, il rifugio in cui lasciarsi alle spalle le ansie e le preoccupazioni del mondo esterno. Per noi, abitanti di via San Nicola di Celzi di Forino, non è proprio così, anzi è esattamente l opposto: quando s’ imbocca la strada per tornare a casa e si posa lo sguardo sulle campagne circostanti trasformate in laghi di acqua di fogna stagnata e maleodorante e sulle abitazioni le cui porte sono tutte protette da alte lamiere di ferro con l’umidità che sale dalle mura, vien voglia di scappare, di andare via, di non ritirarsi più.
Poi si pensa al mutuo ancora da pagare, ai sacrifici fatti in tanti anni e allora ci si fa coraggio e si ritornaper combattere. Per combattere come veri e propri guerrieri contro la pioggia prevista dal meteo che, come sempre, farà fuoriuscire i liquami fognari, i quali invaderanno prima la strada, poi le terre, piano piano il cortile e, se l’acqua è troppa, anche la casa, costringendoci per l’ ennesima volta a buttar via mobili e suppellettili varie e a disinfettare maniacalmente pareti, pavimenti, ogni cosa per evitare di prendersi pure qualche malattia. E allora il cuore batte all’impazzata, ognuno cerca di mettere al sicuro presso parenti o amici genitori anziani, mogli e figli dallo sguardo terrorizzato e si prega Dio, affinché il sistema messo in atto per salvare la casa funzioni e soprattutto perché la pioggia smetta. Sì, si prega Dio, ci si affida alla Provvidenza, perché è da tantissimi anni che si urla a gran voce il disagio che si vive un giorno sì e l’altro pure, ma ad oggi mille promesse, nessun fatto e tanta indifferenza.
Ora è arrivato il momento di dire basta. La nostra non è una vita dignitosa e meritiamo, dopo tanto tempo, che si smuovano le coscienze di chi ha potere decisionale e ci si occupi di noi.
Le istituzioni dovrebbero mettere in atto un progetto serio ed efficace che possa mettere definitivamente la parola fine al nostro gravoso problema, divenuto oramai insostenibile.
Se tutto questo non è possibile, se per noi nulla non può o non vuole essere fatto perché siamo poco più di trenta famiglie che non contiamo, che non siamo nessuno e chissenefrega dei nostri guai, allora che ci venga detto chiaramente senza ulteriori prese in giro, affinché non ci si illuda più e ci si abitui all’idea di abbandonare tutto per non compromettere ulteriormente la nostra salute fisica e psichica e la nostra tranquillità familiare, già messa così duramente alla prova.
Ma questa sarebbe una sconfitta per noi, per le istituzioni e per tutta la comunità di Forino”.