“No al taglio della democrazia”: il monito dei Giovani Democratici dell’Irpinia sul Referendum

L’imponente interesse mediatico legato alle elezioni regionali ed amministrative sta colpevolmente relegando alla marginalità il contestuale appuntamento referendario, previsto il 20 e 21 settembre.

I cittadini saranno chiamati a scegliere in merito al taglio di 230 deputati e 115 senatori.

I Giovani Democratici dell’Irpinia, convinti che una modifica della Costituzione Italiana sia tema di profondo interesse, decisivo per la tenuta stessa della natura democratica del Paese, sono da mesi impegnati nello studio del quesito referendario e nel dibattito interno in merito.

Dal continuo confronto sono emerse numerose riflessioni che hanno, naturalmente, condotto alla individuazione di una posizione politica univoca.

Il ceto politico, spesso inconsistente, ha deluso gli elettori a tal punto da allontanarli progressivamente e, forse, irrimediabilmente.

Di questo distacco è figlia la percezione di inutilità delle istituzioni, viste come spesa superflua in un momento di forte crisi economica. Quando i cittadini iniziano a fare i conti in tasca alla classe politica, questa ha realmente fallito.

Appare chiaro, dunque, il rischio di vedere decisamente sotto rappresentate nelle istituzioni nazionali numerose realtà territoriali, come nel caso delle nostre aree interne, già ai margini delle politiche di sviluppo degli ultimi decenni.

Sarà forte la tentazione di cadere nel populismo, pur coscienti che tagliare 345 parlamentari equivarrebbe ad un caffè a testa in più al giorno, ma il Parlamento è il cuore della democrazia rappresentativa e non si può rinunciare alla rappresentanza in nome di un risparmio irrisorio o di una presunta semplificazione nell’iter legislativo che potrebbe essere raggiunta unicamente superando il bicameralismo perfetto. Alla luce di ciò, sosterremo convintamente il “NO” al Referendum, in difesa della rappresentanza del nostro territorio e della nostra generazione che ha bisogno di evitare questo ennesimo muro che separa l’impegno politico dalla presenza nelle istituzioni.

Chiediamo al Partito Democratico di investire nel recupero della credibilità di una classe politica autoreferenziale ed indolente, proponendo la creazione di un vincolo di presenze in aula e garantendo la produttività degli iscritti presenti nelle istituzioni nell’espletamento delle proprie funzioni.

Rivolgendoci ai cittadini irpini, alle associazioni, ai sindacati, ai movimenti, diciamo con convinzione che questo è il momento di avere coraggio, di essere in campo insieme per dire con forza che il problema non è certamente la quantità, ma la qualità.