Nave italiana affondata. È corsa antinquinamento

Continuano senza sosta le operazioni di bonifica nel Golfo di Biscaglia, nelle acque francesi, in seguito al naufragio della Grande America, la nave italiana del gruppo Grimaldi andata a fuoco e dopo affondata lo scorso 12 marzo. La fuoriuscita di olio pesante, accertato dalle autorità locali, è visibile a occhio nudo. Alcune squadre di soccorso stanno già operando da giorni mentre nella giornata odierna si è unito il rimorchiatore spagnolo Alonso de Chaves, salpato da Gijon (Spagna), specializzato in antinquinamento.
‘Grande America’ era partita da Amburgo (Germania) e avrebbe dovuto raggiungere Casablanca. In Marocco, però, non ci è mai arrivata fermata dall’incendio divampato a bordo al Km 333 a ovest di La Rochelle. Nelle stive c’erano 365 contenitori, 45 dei quali contrassegnati come merci pericolose, oltre 2000 veicoli e ben 200 tonnellate di olio combustibile pesante.
L’equipaggio è stato messo in salvo e i 27 occupanti hanno già raggiunto la cittadina francese di Brest. L’inquinamento Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, i meteorologi hanno stabilito che le coste francesi non saranno interessate dalla fuoriuscita. Almeno, non durante questa settimana. Mentre le tracce d’idrocarburi, segnalate sabato scorso da una ONG sulla spiaggia della Gironda (in Francia), sarebbero dovute a un inquinamento “di origine organica”. Una sorta di fango in aumento vicino all’estuario e in alcun modo riconducibile alla Grande America.
fonte: rainews.it