Morsa e de Ciuceis (Fp Cgil): “Le nostre assemblee annullate dall’AORN Moscati. E, nel frattempo, ad Ariano si svuota anche Ortopedia…”

Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, ad intervenire attraverso una nota congiunta.

“Stanno finalmente per arrivare le risorse infermieristiche per l’ASL e, presto, un nugolo di “nipotini” rimpinguerà le corsie delle sue strutture. Le criticità, tuttavia, rimangono e, anzi, se ne aggiungono di nuove. Di fronte ai nostri tentativi di “rianimare” la Rianimazione del P.O. di S. Angelo, di cogliere l’estremo SOS degli OSS senza concorso nella nostra provincia, di far rinascere i bambini nella Pediatria del P.O. di Ariano dove anche Ortopedia e Chirurgia annaspano, Radiologia ha abdicato quasi definitivamente al privato (che per fortuna meglio si organizza), va registrata un’altra questione. Si è verificato, infatti, un “disguido burocratico” al Moscati che ha reso palese, la differenza fra “le carte a posto” e la necessità di confrontarsi per ottenere il meglio possibile di fronte ad un problema”.

“Una nostra assemblea, indetta per il 12 di ottobre, è stata annullata perché il protocollo del Moscati non prevede “assembramenti in assemblee aperte e fatte di persone interessate”. Ammettiamo che la tentazione di farne una chiusa e con persone disinteressate ci ha sfiorato, ma era troppo anche per noi della CGIL. Non è stato possibile avere un confronto con il Direttore Generale, già impegnato altrove, ma non mancherà il modo di confrontarci, speriamo presto, e, magari, chiarire e sostenere la piena attuazione di quello stesso protocollo, splendido sulla carta ma che ha fallito palesemente in alcuni settori della città ospedaliera. Vedi Pronto Soccorso, CUP (l’altro ieri la fila è arrivata al Bar), sale attesa diagnostiche varie o, qualche volta, davanti allo stesso Dipartimento di Protezione e Prevenzione”.

“Nel frattempo, per la solita par condicio, il P.O. di Ariano, mostra un’altra cicatrice su quello che è uno dei presidi attivi superstiti nella nostra provincia. La stessa sordina, che ha sostituito la grancassa dei famigerati tagli di nastro della Direzione, accompagna il rischio di chiusura definitiva dell’Ortopedia. Memori di quanto è avvenuto al Landolfi, preoccupa molto vedere, oggi, tale reparto desolatamente vuoto. Nessuna condivisione con nessuno circa lo spostamento del personale che ci lavorava, su dove è stato riallocato e con quali criteri di selezione ciò è avvenuto. Sappiamo, grazie ai nostri scarsi servizi di intelligence, che (come al Landolfi) Chirurgia ed Ortopedia sono stati “accorpati” e anche questa reminiscenza è da brividi”.

“A questo punto che dire? – si chiedono i Segretari – Che il DEA di 1^ Livello tanto decantato si è ridotto, negli ultimi anni, in una struttura di primo soccorso? L’Ospedale di Ariano, se perdurano  queste condizioni, rischia di non poter rispondere ai bisogni dei pazienti ed alle normali condizioni dei lavoratori”.

“Ci aspettiamo che la Regione, a breve, decida una buona volta di intervenire in maniera definitiva e, finalmente, cominci a mettere al centro dei suoi obiettivi quelli dei Direttori Generali. La necessità di condividere la sanità con chi la svolge sul campo, rendendosi conto che, dalle nostre parti, non tutti cercano di rimanere equilibrati e sempre aperti al confronto e al dialogo. I fatti di assoluta condanna che hanno interessato i Direttori Generali di Asl e Moscati rappresentano il segnale che anche nella nostra terra qualcosa di brutto cova sotto le ceneri della caduta della rappresentatività delle organizzazioni democratiche, che devono (come stiamo cercando di fare noi) occupare spazi di democrazia e militanza, attraverso un dialogo sereno e corretto con le istituzioni. Arrivando anche allo scontro dove serve ma sempre nella giusta misura che tuteli le idee di tutti e, soprattutto, lasci a tutti la possibilità di dire la propria”.

“Al Moscati, per adesso, lo faremo senza utilizzare le assemblee interne. Per questo chiediamo a tutti i dipendenti di darci una mano. Andiamo avanti insieme, chiedendo un concorso per gli OSS nella nostra provincia, il rilancio della prevenzione e della riabilitazione integrata tra territorio, servizi socio assistenziali di prossimità e Azienda Ospedaliera”.