Montoro Democratica: “Le acque sono la nostra ricchezza. Continua il nostro impegno per l’ambiente sano”

Il gruppo consiliare di Montoro Democratica continua il suo impegno a tutela dell’ambiente, ed in particolare delle acque che provengono dalle nostre sorgenti ed attraversano interamente la piana per poi confluire nella Solofrana. Il fiumicello Borgo, il fiumicello Vietri, i fiumi principali che sgorgano dalla sorgente Labso e dalla sorgente Laura, sono la nostra ricchezza.  Gli insediamenti originari di Montoro traggono origine proprio in riferimento a questa inestimabile ricchezza, le nostre acque che hanno sempre alimentato la florida agricoltura montorese, ed in particolare alcuni prodotti di particolare pregio riconosciuti a livello nazionale, quali la cipolla ramata ed il carciofo preturese.  Preservare la salubrità di queste acque è un dovere per tutti coloro che hanno un ruolo pubblico ed una qualche responsabilità rispetto al bene comune. Noi lo facciamo con il massimo impegno. Queste sorgenti erano le sole fonti originarie di approvvigionamento idrico bella piana montorese prima che negli anni del dopoguerra arrivasse la rete di distribuzione idrica sul territorio. A Montoro, a metà degli anni novanta mostrammo vera ed autentica solidarietà al Comune di Forino ed alla comunità di Celzi in particolare, che viveva lo stato di isolamento per l’allagamento pauroso della piana. Allora consentimmo il deflusso delle acque nel collettore ASI che porta al depuratore di Costa. Certo, quel braccio di ferro serviva anche a noi ma aveva un fine nobile: accelerare i lavori per l’attivazione dell’impianto di depurazione di Costa. Furono raggiunti entrambi gli obiettivi. La solidarietà vinse su problematiche difficili ed impellenti. Come gruppo consiliare abbiamo sollevato il problema perché la situazione a monte nella piana di Celzi, con le piogge insistenti degli ultimi giorni, ha determinato una confluenza nell’inghiottitoio carsico che  porta direttamente alla sorgente Labso, di tutto ciò che purtroppo costituisce il problema dei problemi nella vicino Forino. Acque piovane miste a reflui fognari hanno reso torbide e grigie le acque, con un odore nauseabondo insopportabile. Noi, possiamo affermare, in questa prima fase di conoscenza ed impostazione del problema, di essere riusciti a creare non solo sensibilità diffusa, ma a stimolare studiosi e tecnici altamente qualificati in un esame puntuale ed a formulare proposte anche risolutive. Diciamo che esistevano perplessità sui rigurgiti grigiastri della sorgente Labso ma oggi pare che sia tutto chiaro. Intorno alla grande vasca circolare della sorgente Labso si nota al centro il getto ribollente di liquami di provenienza fognaria. Questo ha un effetto nefasto per la nostra agricoltura, ove dovesse persistere. Per fortuna il fenomeno è durato pochi giorni ed oggi le acque si presentano limpide, pulite e sembrano veramente coronare la nostra splendida natura. Da tempo l’illustre e compianto prof. Ortolani aveva avanzato la proposta della mappatura della acque superficiali captate e non delle acque sotterranee e degli invasi artificiali, perché potessero essere sempre monitorate e seguite nel loro armonioso rapporto con la natura. Abbiamo avuto, come gruppo consiliare, anche rapporti con l’ARPAC e ci hanno assicurato che mensilmente vengono fatti gli esami delle acque delle nostre sorgenti. È compito del Comune pubblicare i risultati di queste analisi e muovere un’azione che in realtà si è sempre tenuta, con il Comune di Forino, per l’attuazione degli interventi necessari.   Sicuramente questo non è bastato. Serve un’azione sinergica di diversi enti, riscoprendo quella sussidiarietà che purtroppo è mancata e che oggi determina lo scaricabarile delle competenze e delle responsabilità. Oggi proponiamo che ci sia una verifica puntuale e periodica che tenga insieme i Comuni di Forino, Montoro e la Regione Campania sul percorso da compiere per realizzare gli interventi necessari a bonificare la piana di Celzi e ad assicurare la necessaria tutela alle nostre sorgenti.  Questo a partire dagli atti da porre in essere alle opere a farsi. Bisogna mettersi all’opera per questi interventi che toccano importanti pezzi del territorio provinciale, anche se per evitare “lo stupro di Celzi e Montoro”, come qualche bravo ed attento studioso del problema ha affermato, basterebbe ed avanzerebbe applicare le norme vigenti, se non il comune buonsenso.