Mazza al Prefetto: “Di smog si muore più ad Avellino che a Londra e Parigi”

Mi rivolgo direttamente al Prefetto di Avellino dott.ssa Paola Spena.

Gentile dott.ssa Spena.

Avellino è la 145esima città in Europa per mortalità ricondotta allo smog. Di smog si muore più ad Avellino che a Berlino, Londra e Parigi. Non sono affermazioni ipotetiche o allarmistiche ma sono contenute in un rapporto pubblicato su Lancet che è la più prestigiosa rivista scientifica del pianeta.

Di inquinamento atmosferico si muore.

Dal lavoro di Lancet si ricava che se le linee guida del legislatore fossero state rispettate, se i livelli di PM2,5 fossero stati tenuti sotto la soglia di 10 microgrammi per metro cubo ad Avellino si sarebbero potute evitare 48 morti premature ogni anno. Non va tanto meglio con gli altri inquinanti.

Ricordo che le PM2,5 sono state classificate come cancerogene dalla IARC e recentemente l’OMS ha rivisto al ribasso i limiti massimi delle polveri sottili stabilendo per le PM2,5 un valore di 5. La media di PM2,5 ad Avellino invece si attesta su16,2 mcg/m3.

La condizione di particolare inquinamento in questo periodo oltre che essere rilevata dalle centraline dell’ARPAC è verificabile in tempo reale da AURA, una rete di centraline installata sul territorio per volontà di diverse associazioni, fortemente voluta e sostenuta anche da Salviamo la Valle del Sabato.

Benché ripetutamente sollecitati ad assumere iniziative, i sindaci ad oggi non hanno intrapreso azioni comuni e soprattutto manca quel coordinamento che una materia così complessa merita.

Anche sullo studio SPES è calato il silenzio. Eppure da giugno scorso, grazie al lavoro enorme svolto sotto la guida attenta del dott. Antonio Limone, direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, abbiamo saputo che il campione di cittadini della valle del Sabato è contaminato da alti valori di metalli pesanti e diossine.

Gentile dott.ssa Spena, Lei può assumere un’iniziativa istituzionale di coordinamento. La preghiamo di farlo anche perché, veda, domani commemoriamo i defunti, lo faremo anche per quei 48 defunti prematuri di ogni anno passato. Vorremmo non solo commemorarli ma operare affinché la loro memoria serva da monito ad agire finalmente perché, mi creda, questa inerzia a fronte di tanto dolore è davvero insopportabile.