Manifestazione del Sappe davanti al Ministero della Giustizia: “Ministro Bonafede, sveglia! Garanzie per la Polizia Penitenziaria”

E’ in corso a Roma, nelle immediate vicinanze del Ministero della Giustizia tra largo di Torre Argentina e via Arenula, la programmata manifestazione di protesta organizzata dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Osservando le norme sul distanziamento sociale e indossando le mascherine del Sindacato, i manifestanti chiedono un decisivo impegno del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per ottenere più tutele e garanzie per il Personale del Corpo.

Spiega il Segretario Generale Donato Capece: “Dopo i sit-in davanti al carcere di S.Maria Capua Vetere e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, questa mattina siamo a gridare sotto le ovattate stanze ministeriali per denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

Il SAPPE ricorda i numeri delle carceri e dell’esecuzione della pena in Italia: alla data del 31 maggio scorso, erano detenute nelle carceri del Paese 53.387 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di poco meno di 50mila posti. Gli stranieri ristretti nelle nostre carceri sono 17.572 (il 32,91%). Ben 102.604 i soggetti seguiti dagli Uffici di esecuzione penale esterna, 1.348 i minorenni e giovani adulti presenti nei servizi residenziali e 13.279 quelli in carico ai servizi della Giustizia minorile.

Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, prosegue Capece. “Siamo passati dalle 378 aggressioni agli Agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protestaSenza dimenticare le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull’intero territorio nazionale, con circa 60 poliziotti penitenziari feriti e contusi, 13 detenuti morti per abuso di farmaci (9 a Modena e 4 a Rieti), interi Reparti detentivi devastati, incendiati e distrutti, Agenti sequestrati, maxi evasioni, fuoco e fiamme un po’ ovunque. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.

Per il SAPPE anche il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha gravi responsabilità: “Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sempre più distante dalla ‘sua’ forza di Polizia, la Polizia Penitenziaria. Non ha speso una parola per i colleghi di S.Maria Capua Vetere, non ha speso una parola per stigmatizzare le continue violenze in danno dei poliziotti, non ha indicato una soluzione concreta per fermare questa spirale di violenza: anzi, sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell’ordinamento penitenziario, a partire dalla vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile, siano state abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero. Ma un Guardasigilli non può occuparsi solo di anti-corruzione o pensare di confrontarsi solamente con il Garante dei detenuti (!) sulle tematiche del carcere: Bonafede sta con Caino o con Abele?”, si domanda Capece.

 “Bonafede sveglia!” è lo slogan che ricorre nei cori dei manifestanti e nei volantini distribuiti, accompagnati dal disegno proprio di una sveglia con lo scudo del SAPPE.

 Per il SAPPE il personale di Polizia Penitenziaria è stanco di subire umiliazioni ogni giorno a causa di una amministrazione matrigna che non tiene affatto al benessere del personale”, conclude Capece. “Oggi in piazza con noi, pur nel contenimento dei numeri legati all’emergenza Covid 19, ci sono colleghe e colleghi da tutta Italia, stufi di questa situazione assurda che vede il paradosso di agenti aggrediti, i poliziotti denunciati ed i detenuti coccolati….  Noi confidiamo, lo abbiamo sempre fatto, nella magistratura, ma è inaccettabile che passi il concetto che le carceri italiane siano luoghi oscuri dove accade di tutto e di più”.