Lavoratori sanità Avellino: “Irresponsabile la convocazione dell’assemblea dell’Ordine degli infermieri in piena pandemia”

Operatori sanitari, che indossano tute protettive mediche e mascherine, al lavoro nella terapia intensiva dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, 12 novembre 2020.  ANSA/Max Cavallari

Il Coordinamento provinciale Lavoratori Sanità di Avellino esprime la propria forte perplessità per la convocazione dell’assemblea per il rinnovo degli organismi dirigenti dell’OPI – Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Avellino, per il 20, 21 e 22 marzo, presso una struttura alberghiera di Manocalzati.

Appare a dir poco inopportuno ed imprudente, se non del tutto illegittimo, lo svolgimento di un’iniziativa pubblica in piena pandemia e in zona rossa, nel mentre i nuovi provvedimenti del governo nazionale si apprestano ad introdurre ulteriori misure restrittive nel Paese, per arginare la diffusione del Covid 19, attualmente in espansione.

Non si può esporre i lavoratori iscritti all’Ordine a rischi inutili ed ingiustificati, ancor più alla luce del delicato ruolo che essi svolgono nelle strutture sanitarie, assistenziali e nelle famiglie in cui necessitano interventi di cura ed in considerazione delle difficoltà quotidianamente affrontate, per garantire a se stessi e ai pazienti la massima tutela possibile. Nel mentre si chiede, giustamente, ai cittadini di osservare con scrupolo ogni prescrizione igienico-sanitaria, per arginare il Coronavirus e non vanificare gli sforzi compiuti nel contrastarlo, c’è chi irresponsabilmente ritiene di poter svolgere, a tutti i costi, un’iniziativa non esente da rischi, inducendo gli iscritti dell’intera provincia a spostarsi dai diversi Comuni irpini, trasgredendo così ai divieti di legge, quando si sarebbe potuto ragionevolmente rinviare ad altra data, più consona, o effettuare le operazioni in modalità remota. Oltre ad un’evidente mancanza di considerazione e rispetto dei lavoratori, tale comportamento determina anche un danno di immagine nei confronti della categoria degli infermieri.

A questo punto, ci chiediamo chi abbia ostinatamente deciso e per quali ragioni di compiere questa scelta, pur essendo stati sollevati non pochi dubbi da parte di numerosi infermieri. I vertici nazionali dell’Opi sono pronti ad assumersi fino in fondo le responsabilità che ne derivano?

In ogni caso, per quel che ci riguarda, non resteremo a guardare. Chiediamo infatti l’intervento delle istituzioni pubbliche e delle autorità preposte, essendo in gioco non solo i diritti dei lavoratori e la loro salvaguardia, rispetto alla gestione di un ente di diritto pubblico, ma anche la tutela della salute pubblica ed il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria.