L’Associazione Il Bucaneve ricorda Antonella Bruno e la sua ‘Medea’

Non oso immaginare come. So solo che sento tutto il peso di una brutta notizia. Sono allo studio, non riesco a capacitarmi. Antonella Bruno ci ha lasciato.
L’associazione Il Bucaneve ha saggiato la sua penna, il mito di Medea, mi risuona nella testa, una sceneggiatura che ha visto recitare la bravissima Dora Virtuoso e gli alunni del convitto Nazionale di Avellino con il professore Pellegrino Caruso, insieme per la cultura in città. La protagonista del racconto, Medea dei nostri giorni, una donna che sfugge alla violenza, rivolgendosi a un centro, artefice della sua vita, fuoriesce dalla storia cambiando il suo destino, attraverso la voce femminile ci siamo incamminati nel confronto oggi e ieri, sulla condizione della donna che cerca di emanciparsi e di conquistare il posto che merita. La donna di oggi, capace e vulcanica, sostiene il nuovo. La Cultura del divenire e della responsabilità. Una donna che rompe il silenzio, che scavalca i limiti e rinasce persino a se stessa. In lotta continuamente per riappropriarsi dello spazio pubblico e intersecare con l’universo maschile, senza paragoni, senza differenze.
Ci siamo conosciute in occasione dei cantieri culturali, un progetto comunale, dove abbiamo sperimentato il lavoro di anime sensibili. Nelle varie performance, A lacci stretti, memoria viva e poi, con il concorso Urla la poesia, la sinergia diventava casa, tra gli associati e artisti si è creato un coagulo di persone che volevano cambiare il mondo o, forse, anche se stessi, per essere migliori.
Non posso non accennare al viaggio a Matera, dove la sua dote magnetica affascinava con le tipiche movenze di grande comunicatrice. La Cultura in viaggio, attraverso sensibilità di tutti il mondo.
Ci mancherà nel gruppo, perché la voce scintillava con le argute riflessioni, traeva spunti per approfondire. Il bello di Antonella era  dare agli eventi un sapore rinnovato, far spazia l’Artista nel variegato mondo delle emozioni, per non essere mai monotono, mai scontato.
Mi sprofonda il pavimento sotto i piedi nel pensarla immobile.
Voglio ricordarla in fondo al bus che ci riportava a casa, riprendere fiato, dare musicalità alle parole, reinventare perché non restino solo appunti di viaggio in un taccuino.