La storia di Mimmo, il clochard con il borsone nero e la radiolina

Mimmo è parte integrante della città di Avellino. Con il suo inseparabile borsone nero, ascolta la radiolina, legge il giornale sui marciapiedi del Corso. Siamo abituati un pò tutti alla sua presenza. All’esistenza di quel clochard tanto educato quanto misterioso. E’ proprio questa la sensazione che lascia a chiunque gli si avvicini e scambi qualche parola con lui. Nell’intervista che segue “Mimmo parla di Mimmo”… – parla in terza persona – questione di spirito, di guida spirituale… questioni personali, tuttavia lo ascoltiamo incuriositi…

 

Buongiorno Mimmo, posso sapere il suo cognome?

“Non farmi domande impertinenti. Si chiama Domenico e lo chiamano tutti Mimmo da quando era bambino. Il cognome non posso svelarlo”.

 

Posso sapere Mimmo quanti anni ha? 

“Mimmo ha 70 anni compiuti il 1° febbraio”.

 

Ci piacerebbe conoscere l’infanzia di Mimmo…

“Mimmo è nato a Messina. Suo padre era un Carabiniere originario di Pompei. Lavorava in Sicilia quando conobbe la madre di Mimmo che poi sposò. Da quel matrimonio, oltre a lui, nacquero due sorelle e un fratello. Un giorno il padre abbandonò l’Arma e decise di aprire una grande falegnameria in società con un amico in Sardegna, a Cagliari. Tutta la sua famiglia, così, si trasferì lì. L’azienda aveva dodici operai e, quando Mimmo compì 16 anni, iniziò ad aiutare il padre fino all’età di 20 anni. Mimmo, già in Sardegna, percepiva delle cose soprannaturali…”

 

Cioè?

“Sognava spesso il demonio che lo perseguitava, sentiva dei rumori particolari  e gli accadevano delle cose strane… Quando poi il padre chiuse la falegnameria perchè gli affari non andavano più bene, la famiglia tornò a Pompei dove una notte Mimmo sognò la città di Gerusalemme. Sognò di stare su una cupola dorata e godersi la vista di una città fantastica…”

 

I tuoi familiari, anzi scusa, i suoi familiari – quelli di Mimmo intendo – hanno mai pensato potesse avere dei problemi?

Mimmo è stato portato dai sacerdoti, pensavano fosse posseduto. Consigliavano di benedire la casa perchè Mimmo continuava a sognare il demonio, anche sotto forma di animali e gli diceva di non seguire Gesù e la Madonna…”

 

Dall’aspetto spirituale passiamo un attimo a quello sentimentale… Mimmo è sposato?

“La moglie di Mimmo abitava a cento metri da casa sua. Si conoscevano da bambini. Col tempo si sono fidanzati e poi si sono sposati…”

 

Da questa unione sono nati dei figli?

“Sì, tre figli. Due femmine e un maschio. Le due ragazze ora sono sposate mentre il ragazzo vive con la madre. Mimmo ha anche dei nipoti, è nonno. La moglie di Mimmo lavora al Santuario di Pompei, cucina per i sacerdoti”.

 

Poi cosa è accaduto nella sua vita?

“Mimmo aveva un ruolo di responsabilità in un’importante azienda. Guadagnava un milione e duecentomila lire al mese. In quel periodo sognava Gesù continuamente. Un giorno gli apparve la Madonna di Pompei la quale gli chiese di essere aiutata nella missione col mondo e di non coricarsi più accanto alla moglie. Doveva vivere in castità cristiana. All’inizio dormì sul divano, poi lasciò la famiglia per seguire l’incarico affidatogli”.

 

E lei come ha reagito?

“All’inizio male, poi, col tempo, ha capito. Oggi Mimmo la sente e lei viene anche a trovarlo ogni tanto”.

 

Qual è la missione di Mimmo allora?

“A breve apparirà San Pio nella chiesa e allora potrò usare la mia voce”.