La gioia del successo contro l’Ascoli, 90 secondi interminabili e la salvezza miracolosa…

di SaGi – Quaranta lunghi anni dal quel 23 novembre del 1980.

90 secondi che cambiarono la storia dell’Irpinia in un giorno in cui il calcio aveva dato grande gioia ai tifosi di fede biancoverde.

L’Avellino, poche ore prima dell’indimenticabile scossa, aveva battuto 4 a 2 in rimonta l’Ascoli.

Poi il sisma, le vittime, una terra rasa al suolo.

“Salvatò, che tragedia”, poi mi fece un mezzo sorriso e disse: “Però oggi che bella vittoria abbiamo fatto“.

Questo il ricordo negli anni di Salvatore Di Somma, capitano di quel lupo di cui oggi veste i panni di ds.

Di Somma, incrociando una signora in fuga, in quella immane tragedia, aveva ascoltato, nonostante il disastro, parole dolci per i i lupi.

L’Irpinia vide le sue case andare giù, i suoi territori devastati, la sua gente andare via.

Ma quella squadra, memore delle parole e dei pensieri della sua gente, di quella gente che l’aveva adottata, si rimboccò le maniche, riaccese il motore e conquistò la salvezza.

Quello era il terzo anno consecutivo dell’Avellino in massima serie, che riuscì ad azzerare la penalizzazione dovuta al calcioscommesse – 5 e a conquistare il 10ecimo posto.