La Campania alla prova digitale: com’è messa la nostra regione?

È ormai chiaro a tutti che la grande sfida per il futuro, ma anche per il presente, è la digitalizzazione. Ed è per questo motivo che da diversi anni ormai gli sforzi delle varie componenti politiche sono rivolti tutti verso lo sviluppo di una banda ultra larga che supporti le varie attività.

In questo scenario la Campania ha fatto grossi passi in avanti. Non a caso la regione è al secondo posto in Italia per velocità media in download per la rete internet domestica. Al primo posto il Lazio, mentre al terzo posto c’è il Trentino Alto Adige.

D’altronde, come detto, gli sforzi della politica verso questo aspetto sono davvero importanti. Nel 2020 oltre 58 comuni della nostra regione sono stati cablati con la banda ultra larga su un totale di 1.100 in Italia che sono in “area bianca”, quelli cioè che avevano scarso interesse commerciale ed ora potranno godere di questo servizio. Un numero molto importante ed un vero e proprio balzo nell’innovazione digitale, se si pensa che lo scorso anno erano 70 i Comuni italiani in ‘area bianca’ serviti da cablaggio ultraveloce.

 

I dati in Campania

Passiamo ora ai dati della Campania circa le opere per la banda ultra larga. Secondo recenti statistiche la Campania ha completato quasi tutte le opere in progettazione ed il 72% della popolazione è raggiunto dalla connessione a 30 Mbps contro una media nazionale del 26%. Scendendo nei particolari si evince come il 70,5% delle famiglie campane accede a Internet (con una media nazionale del 71,7%); il 33,3% delle famiglie campane accede a Internet in banda larga (media nazionale 36%). Per quanto riguarda le imprese, il 93,8% delle imprese con almeno 10 addetti accede a Internet in banda larga (media nazionale 93,8%).

E per i prossimi anni le prospettive sono ancora più interessanti. Entro il 2022 la copertura Ngn dovrebbe arrivare superare l’89% dei civici in ogni regione ed oltre il 91% in Toscana (91,2%), Sardegna (91,1%) e Abruzzo (91%). Le due regioni maggiormente raggiunte saranno Emilia Romagna (93,1%) e Calabria (92,4%). Tuttavia quest’ultima beneficerà in misura minore della copertura VHCN (32,3%), così come Basilicata (50,1%) e Sardegna (58,8%). Tutte le altre regioni presenteranno tassi di copertura superiori al 72%. Quelle in assoluto più coperte dalle reti ad alta capacità, tutte sopra quota 86% dei civici raggiunti, sono Umbria (89,5%), Friuli Venezia Giulia (88,6%), Marche (88,6%), Veneto (86,3%) e Trentino Alto Adige (86,1%).

 

La situazione in Irpinia

La situazione però presenta anche qualche ritardo. In Irpinia, ad esempio, lo sviluppo della banda ultra larga va al rilento anche se nei prossimi mesi potrebbe cambiare qualcosa. La soluzione prospettata dall’Uncem- Unione Nazionale Comune ed Enti Montani- spalanca le porte agli operatori privati che potrebbero investire nelle aree dove tale tecnologia presenta ancora ritardi.

Tutta l’impalcatura economica pianificata in Irpinia si regge l’infrastrutturazione digitale: dal borgo 4.0 di Lioni alla reindustrializzazione di Valle Ufita, dalla stazione Hirpinia dell’alta capacità ferroviaria all’esportazione del brand vinicolo delle tre Docg. Il piano attuale prevede infatti che l’80 per cento delle abitazioni sia servito da infrastruttura FTTH, e che il restante 20 per cento venga servito invece da tecnologia FWA ovvero un wireless senza fili. Ma ad oggi la priorità sulla connessione è divenuta prioritaria, per i servizi telematici ma anche per le scuole che hanno adottato la didattica a distanza, così come le connessioni casalinghe utili per le varie attività come può essere una partita a blackjack e parlare sui social network con gli amici dall’altra parte del mondo.  A tale proposito il 6 maggio scorso il Comitato per la Diffusione della Banda Ultralarga (Cobul) ha stanziato 1,5 miliardi in voucher per facilitare l’accesso alla banda ultra larga. Una misura considerata rivoluzionaria dal Mise, che ha offerto un sostegno a oltre a 2,2 milioni di cittadini e 430 mila imprese: ogni impresa beneficerà di un contributo di 500 euro per la connettività ad almeno 30 Mbits o di 2.000 euro per la connettività fino a 1 Gbits.

 

Nella provincia di Avellino si attende dunque il completamento dei lavori di Open Fiber, che con un investimento pubblico da 140 milioni di euro gestisce l’appalto dei lavori in tutti i comuni del territorio regionale. In tutta la Campania i vertici sono riusciti a concludere appena tre conferenze di servizi e i comuni in cui il cablaggio è concluso e l’infrastruttura è disponibile sono davvero pochi. stando all’ultimo aggiornamento del 3 marzo scorso, i lavori sono stati completati- e dunque attendono la disponibilità degli operatori- a Bisaccia, Bonito, Casalbore, Manocalzati, Monteverde e Vallesaccarda. I cantieri risultano invece aperti ad Ariano Irpino, Aiello del Sabato, Andretta, Bagnoli Irpino, Scampitella, Roccabascerana, Lacedonia, Mirabella Eclano, Montecalvo Irpino, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Senerchia, Montefalcione, Monteforte, Montemiletto, Rocca San Felice, Rotondi, Santa Paolina, Serino, Torella dei Lombardi, Trevico, Tufo, Vallata, Zungoli, Candida, Caposele, Castel Baronia, Frigento, Gesualdo, Guardia Lombardi. In chiusura invece ci sono i cantieri dei comuni di San Michele di Serino, Venticano e Villamaina.