Italo Cafasso: il miracolo di una canzone

Forse diventerà la sua canzone più bella, ma indubbiamente è già la più significativa. Il nuovo inno a San Giuseppe Moscati, scritto da Italo Cafasso, è già stato inserito nei canti liturgici della cappella dell’Ospedale Avellinese ed è una splendida preghiera musicata.

L’autore ha voluto così ringraziare il “santo Dottore” che lo sta accompagnando in un momento particolare della sua vita. Cafasso, autore di successo, sta lottando contro un tumore al polmone. E’ in cura presso il reparto di oncologia dell’ospedale “Moscati” da otto mesi ma anziché demoralizzarsi ha trovato la forza di ringraziare i medici e soprattutto il Santo a cui si è rivolto con questa sua canzone. “Io so pregare cantando – rivela Cafasso –. Ho sognato San Giuseppe Moscati, e credo che sia stato un vero miracolo. Pregare per chi come me crede ed ha fede significa soprattutto trovare il coraggio di reagire, di avere sempre una speranza. Ho scritto questa poesia, l’abbiamo musicata insieme a Elio Bascetta e l’ha incisa Maurizio Di Vito. L’ho fatta ascoltare a don Luigi Iandoli e l’ha inserita nei canti liturgici delle celebrazioni nella cappella al quarto piano dell’ospedale Moscati”.

La canzone è stata presentata in occasione dell’ultima visita del vescovo Francesco Marino, alla presenza di fedeli e dei dottori. “E’ stata una grande emozione – racconta Cafasso – quando mi è stato consegnato il foglietto con i canti liturgici e vi ho notato la canzone “Grazie Dottore”. Don Cristofaro l’aveva anche adattata alla sua chitarra e sentire il coro dei fedeli intonare questa canzone per me è stato un ulteriore momento di preghiera”.

Otto mesi fa per Cafasso è iniziata una battaglia per la vita. Una tosse continua, dispettosa e dolora, poi momenti continui di apnea. Una vista pneumologica rivelò una macchia sospetta al polmone. La successiva diagnosi fu tremenda, un tumore di circa quattro centimetri al polmone sinistro. “Non ho figli e vivo solo con mia moglie – racconta –. Grazie a lei ho superato il primo momento di depressione. Poi il sogno che mi ha dato speranza. C’era da effettuare un percorso chemioterapico con le naturali conseguenze. Nei lunghi periodi di terapia il pensiero si trasformava in preghiera e così è nata una canzone che mi sta dando tanta speranza e tanto coraggio per lottare contro questo male”.

Nel reparto di oncologia Italo Cafasso è diventato subito un beniamino. “La sofferenza ti accomuna e ti fa dimenticare tante cose brutte – prosegue nel racconto -. Sono riuscito con i miei racconti a sollevare un po’ il morale a chi come me è costretto a convivere con la sofferenza, ho trovato tanti amici e sto pensando ad un coro per cantare tutti insieme “Grazie Dottore” e vincere questa battaglia vitale.

Come dicevo prima non oso parlare di miracolo, ma San Giuseppe Moscati mi ha dato la forza di lottare e di sperare. E poi è anche un modo per ringraziare tutti i dottori e le dottoresse che mi sono stati vicino e che mi aiuteranno in questa battaglia. Diciamo che ancora una volta la canzone, la musica e la poesia, hanno condizionato la mia vita. Ho ancora tanta strada da percorrere e lo farò con rinnovata determinazione”.