Irpinia Adesso, Ardolino: “Servizi sociali allo sbando. Comune di Avellino e Consorzio A4 fermi al palo”

«I servizi sociali del Comune di Avellino sono sempre più allo sbando ed il Piano di zona A4, che comprende le amministrazioni locali limitrofe, è da anni una sorta di palude». Ad affermarlo è Giovanni Ardolino, presidente di Irpinia Adesso.

«Il sindaco del capoluogo, Gianluca Festa – prosegue il dirigente del movimento sta ripetendo gli stessi errori di chi lo ha preceduto alla guida dell’ente di Piazza del Popolo, errori da lui più volte stigmatizzati, evidentemente solo per ragioni strumentali. E’ inaccettabile che Avellino non possa contare su una programmazione degli interventi e si perdano costantemente importanti opportunità di finanziamento, penalizzando così i cittadini. A questo punto è lecito chiedersi: chi pagherà i danni provocati alla collettività? Il consorzio dei servizi sociali, che avrebbe dovuto avviare una fase gestionale nuova, esiste soltanto sulla carta, ma in realtà nulla è cambiato. Le inutili, anzi dannose ed insulse, liti tra i sindaci del comprensorio, per la gestione delle attività e per le nomine del vertice purtroppo proseguono come sempre, dimostrando che a farla da padrone è ancora un’idea di politica di piccolo cabotaggio, caratterizzata da miserie umane. Il welfare, la solidarietà, l’assistenza sono cose serie, che non possono essere soltanto sventolate in campagna elettorale o diventare merce di scambio per clientele o per l’affermazione del proprio potere, ma richiedono organizzazione ed empatia con i bisogni delle persone più fragili».

«E’ tempo di dire basta a questo scandalo – conclude Ardolino – e di voltare definitivamente pagina rispetto al passato. Il sindaco di Avellino e quelli dei Comuni aderenti al Consorzio pubblico di servizi sociali A 4 rimuovano immediatamente tutti gli ostacoli che impediscono il funzionamento della struttura, discutendo ed accordandosi alla luce del sole. Ciò che il territorio gli chi chiede è di impegnarsi nel dare risposte ai problemi concreti. Non certo di continuare le scorribande a cui abbiamo assistito sino ad oggi».