“Intossica più il fumo dei roghi agricoli o quello generato dagli amministratori del Vallo”: la nota di Rubinaccio

Di seguito, la nota di Peppe Rubinaccio:

“Riflettevo su quanto sia triste la prospettiva di chi vive nelle nostre terre, non solo per la cronica mancanza di lavoro che porta tantissimi giovani, a partire da chi scrive, a lasciare il Sud ed il Vallo di Lauro per una prospettiva a migliaia di chilometri.

Non è solo questo. Abbiamo un deficit di classe dirigente. Ed è palese ormai questo dato. Lo pensavo riflettendo sull’aria irrespirabile che come una cappa ogni giorno avvolge il nostro territorio. Non è figurata ma è una dimensione vera. Quella dei roghi agricoli. Ho profondo rispetto per il lavoro dei contadini, ma penso che le pratiche agricole siano necessariamente da rivedere, siamo pure nel 2019 e ci sono tanti mezzi che possono ovviare alla combustione dei cumuli.

Abbinare il lavoro alla salute è sempre un binomio difficile, ma non insormontabile. Dal fumo delle foglie bruciate ad un altro fumo. Questa volta sì, assolutamente figurato. Il fumo che ogni giorno fanno gli amministratori locali. Impegnati in dirette, walzer, sentimentalismi e ping pong.

Basta. Ci sono cose che erano già in cantiere e che da anni attendono risposte. A partire dal Centro di Protezione Civile di Lauro, che fine ha fatto l’idea del presidio già autorizzato anche dal Viminale per i Vigili del Fuoco? Quando saranno impiegati i fondi messi a disposizione dal governo Caldoro? E la clinica Parco degli Ulivi? E l’idea di un semplice servizio per i pazienti emostatici, che aveva registrato la disponibilità di uno dei massimo esperti della regione in campo medico? E sarebbe così grave restituire uno spazio come un campo di calcio o una piscina ai nostri giovani?

Continuate a fare fumo cari amministratori… Chissà se non sia più tossico di quello che inaliamo ogni mattina”.