Inchiesta Sidigas, confermato il sequestro di 97 milioni

Caso Sidigas: il riesame  ha accolto il ricorso della Procura della repubblica di Avellino ed ha confermato il sequestro di 97 milioni di euro a carico del gruppo del patron Giannandrea De Cesare.

A riportare la notizia è Il Quotidiano del Sud nell’edizione odierna.

Il gip del tribunale di Avellino Marcello Rotondi aveva confermato parzialmente, per 8 milioni di euro, le richieste della Procura nell’indagine condotta dal procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio. Decisione contro la quale la Procura aveva presentato ricorso secondo quanto riportato dai colleghi del Il Quotidiano del Sud, è stato accolto dal Riesame. I giudici del collegio, presieduto da Sonia Matarazzo, hanno accolto e riformato il provvedimento, optando per un sequestro fino ai 97 milioni di euro.

I magistrati del Riesame hanno ritenuto accettabili le argomentazioni del Procuratore Aggiunto Vincenzo D’Onofrio e del sostituto Vincenzo Russo, spiegando così, secondo quanto riportato dal Quotidiano del Sud, la loro decisione: “…se non esiste alcuna compatibilità tra l’ammissione al concordato preventivo ed il sequestro preventivo funzionale alla confisca, la mera nomina di commissari giudiziari per la vigilanza sull’esecuzione di un concordato, nel caso di specie peraltro cosiddetto in bianco non importa certo la cessazione delle esigenze cautelari sottese al sequestro d’altronde comunque adottato: evidenziato come, allo stato delle indagini e quanto al secondo profilo, non vi sono ragioni in mancanza di garanzie offerte ad attesa la tipologia dei reati provvisoriamente contestati per non commisurare il valore dei cespiti da sottoporre a vincolo dell’intera somma, portata delle cartelle esattoriali emesse nei confronti delle imprese rappresentate dell’indagato e della cui azione fraudolenta questi infatti è accusato“.

Si ritorna quindi alla fase iniziale dell’inchiesta, al sequestro originario di 97 milioni che potrebbe  pregiudicare anche l’accettazione del concordato preventivo. I legali del gruppo Sidigas hanno facoltà di impugnare la decisione dinanzi la Corte di Cassazione.