Il professore e virologo Giulio Tarro parla della prossima somministrazione dei vaccini contro il Covid 19

Ha risposto ben volentieri alle nostre domande il Professore Giulio Tarro, Scienziato di Fama Internazionale, Virologo, selezionato dalla IAOTP International Association of Top Professionals. Presidente della Fondazione “Teresa e Luigi de Beaumont Bonelli” per le ricerche sul Cancro, e Chairman dell’Accademia Mondiale di Tecnologie Biomediche dell’UNESCO, responsabile del Comitato della Virosfera (la sfera dei virus), gli organismi presenti in maggior numero, nelle terre, acque e nell’aria. Lo scienziato, non si è riservato di parlare in maniera chiara della pandemia scaturita dal virus Covid 19 che sta dilagando nel mondo e in Italia. Giulio Tarro è già primario emerito dell’Ospedale “D. Cotugno”, è stato “figlio scientifico” del premio nobel  Albert B. Sabin. Laureato e specializzato in Italia, è stato tra  iprimi  a studiare l’associazione dei virus con alcuni tumori dell’uomo presso l’Università di Cincinnati, Ohio, dove Giulio Tarro è stato collaboratore di ricerca presso la divisione di virologia e ricerche per il cancro del Children Hospital (1965-68) e quindi assistant professor di ricerche pediatriche del College of Medicine (1968-69). Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del National Cancer Institute (USA) a Frederick, Maryland.  

Professore Tarro tra poche settimane in Italia saranno somministrati i primi vaccini. Qual è la sua idea?

“Per sviluppare un vaccino efficace e sicuro ci vogliono tempi lunghi di sperimentazione.  Nel nostro caso se il virus presenta, come sembra, più varianti e  c’è  quindi il rischio che funzioni come gli esistenti vaccini antinfluenzali che non coprono tutto.  In più i vaccini cosiddetti “genetici” intervengono sul DNA, si tratta dunque di una terapia genica che potrebbe presentare problemi di natura bioetica da non sottovalutare”.

 

Secondo lei ci sono vaccini più sicuri e meno sicuri?  

“Al contrario di un vaccino che trarrebbe origine da un acido nucleico estraneo che dovrebbe indurre la produzione di anticorpi direttamente contro il virus da parte del nostro sistema immunitario, i cinesi si sono dedicati alla produzione di un vaccino che sia un metodo di prevenzione classico che permetta alla popolazione di ottenere l’immunizzazione mediante il contatto costante con il virus. Questo è stato ottenuto da un vaccino inattivato classico come quello della polio di Salk (SINOVAC di Wuhan o Beijing /Sinopharm) oppure con un vettore virale di adenovirus, come recentemente fatto per l’Ebola, sfruttando il vaccino chimerico attenuato (vedi antipolio di Sabin) per la produzione di anticorpi specifici per le “spikes” del coronavirus (CanSino di Beijing). I primi ad usufruire del vaccino cinese sono stati i soldati dell’armata rossa”.

 

Molte persone pur avendo la propensione a vaccinarsi, hanno dei dubbi su ciò che il vaccino contro il Covid possa provocare su sestessi negli anni. Una persona giovane o di un età media parliamo di 40 o 50 anni, potrebbe avere delle reazioni immunologiche o sviluppare malattie ecc. in futuro se effettua la vaccinazione contro il Covid? O ciò è da escludere?

“La possibilità che l’acido nucleico RNA possa indurre una risposta immune che sia indipendente dalla risposta nei riguardi della proteina che codifica, fornisce un nuovo meccanismo di difesa contro i virus, che possono usare sia il DNA che l’RNA per conservare la loro informazione genetica.

I vaccini con RNA messaggero hanno ricevuto una notevole spinta quando un paio di studiosi dell’Università della Pennsylvania, KatalineKarikò e Drew Weissman hanno scoperto che modificando i prodotti dell’RNA, i nucleosidi, potevano sfruttare i limiti imposti dalla tecnica inducendo l’aumento di produzione delle proteine da parte dell’RNA messaggero e sopprimere la reazione del sistema immune verso le stesse molecole dell’RNA messaggero. Questa in sostanza è la scoperta fondamentale dei vaccini a RNA messaggero (Margaret Liu, Presidente della società internazionale dei vaccini, Jenner Institute dell’Università di Oxford, che ha sviluppato il vaccino per COVID-19 dell’AstraZeneca).

I ricercatori hanno saggiato clinicamente i vaccini a RNA messaggero per un certo numero di malattie infettive come rabbia, influenza e zika. I due vaccini SARS – CoV2 sono i più avanzati. Infatti, Pfizer/BioNtech e Moderna hanno superato le attese. L’efficacia riportata, maggiore del 90% per entrambi, è stata al di sopra del 50% richiesto dalla Food and Drug AmministrationAmericana per considerare un vaccino come richiesto per un’autorizzazione di emergenza.

Nel bugiardino del vaccino a RNA messaggero possiamo leggere già riportati

a) Effetti collaterali come febbre, cefalea, dolori articolari et al.
b) Reazioni allergiche.
c) Nuove infezioni, per esempio l’influenza, oppure peggioramento della sintomatologia.
d) Malattie autoimmuni.

Le donne incinte vengono sconsigliate della sua somministrazione, come anche evitare la gravidanza fino a due mesi dopo la sua inoculazione”.

Professore perché un cittadino dovrebbe vaccinarsi?

“Gli alti livelli di efficacia che i vaccini potrebbero indurre mediante una risposta infiammatoria non specifica nei riguardi dell’RNA messaggero l’aumento della sua risposta specifica immune, dal momento che la tecnica del nucleoside modificato ha ridotto l’infiammazione, ma non l’ha eliminata completamente. D’altronde ciò spiega le reazioni intense come dolore e febbre riportati in soggetti che hanno ricevuto i vaccini dell’RNA messaggero per SARS – CoV2. Altri problemi sono legati alla necessità di conservare i vaccini a basse temperature, meno 70°C. In ogni caso si apre una nuova era per l’applicazione degli RNA messaggeri verso le malattie infettive, in particolare come piattaforma di risposta rapida indirizzata per le emergenze degli scoppi epidemici”.

di Salvatore Pignataro