Il premier Conte fa il punto: “Covid-19 sfida sanitaria, economica e sociale”

Così il premier Giuseppe Conte nel collegamento Facebook dalla Camera: “Signor presidente, onorevoli, deputati e deputate… la diffusione dell’epidemia del Covid-19 ha innescato in Italia e in Europa una crisi senza precedenti che sta creando al nostro paese una situazione gravissima.

Quello che stiamo vivendo è un fatto negativo per le imprese, per le famiglie e i lavoratori. Sono giorni terribili per tutti noi. Ogni giorno nuovi decessi. E’ un grande dolore per la nostra comunità e si rinnova costantemente. Mai avremmo pensato di guardare immagini di carri dell’esercito con le bare dei nostri concittadini sopra. Tutta la nostra vicinanza alle famiglie delle persone che hanno perso la vita a causa del Coronavirus (parte un lunghissimo applauso).

Mi rivolgo da quest’aula ai tanti medici, infermieri e a tutti coloro che rischiano la vita ogni giorno per salvare quelle degli altri. Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso che ci fa dividere dalle nostre famiglie, che ci fa dubitare delle mani amiche.

E’ un’emergenza coinvolgente che sfida il paese in tutte le sue componenti. Una sfida sanitaria, economica e sociale. Ci coinvolge tutti, nessuno escluso. I pubblici e i privati.

Dal Governo sono arrivate le scelte che stanno condizionando la società. La storia domani ci giudicherà. Verrà il tempo dei bilanci quando tutti potranno sindacare il lavoro svolto. Oggi è il tempo della responsabilità ed è stata competenza del Governo attuare le misure massime di precauzione, i provvedimenti cautelativi.

Dal primo caso a Codogno, lo scorso 21 febbraio, i contagiati sono poi esplosi. Io ero a Bruxelles. Mi sono precipitato in Italia per capirne di più; ho convocato una riunione dei ministri stabilendo misure immediate per il contenimento del contagio, percorso normativo per noi del tutto nuovo. Ci siamo affidati al Dpcm per definire le misure più idonee a fronteggiare l’emergenza.

Il decreto del 23 febbraio ci ha portato ad isolare le prime due zone rosse, dieci comuni; poi siamo passati alle altre regioni in vari ambiti: sportivo, scolastico, culturale, turistico, ecc.

Ci siamo accorti che il virus superava i limiti geografici che hanno perso rilievo e hanno assunto rilevanza le misure di distanziamento sociale. Grandi sacrifici, indubbiamente, per i nostri cittadini. Dopo il secondo conflitto mondiale siamo stati costretti a limitare la libertà degli italiani sotto varie forme.

Nell’ultimo Dpcm, quello del 22 marzo, figura il divieto di trasferirsi o spostarsi con mezzi pubblici o privati da un comune all’altro, eccetto quando esistono motivi di salute o lavorativi e la sospensione delle attività produttive, a parte quelle che erogano servizi essenziali. L’ultima misura si è rivelata di complessa elaborazione poiché la selezione delle filiere essenziali è risultata davvero molto elaborata e delicata.

Il sistema sanitario è in sofferenza e noi stiamo lavorando incessantemente per superare queste difficoltà potenziando le risorse umane, strumentali e la capacità ricettiva delle strutture sanitarie. 

A causa di questa epidemia si è manifestata una limitazione dei prezzi, la distorsione del mercato e il blocco delle esportazioni. Il Governo, tuttavia, ha disposto un sostegno all’economia, con la protezione del lavoro, delle imprese, delle famiglie e per quel che riguarda contributi previdenziali e assistenziali. Attenzione alle categorie dei lavoratori autonomi e atipici, cassa integrazione in deroga, lavoratori che non sono coperti dalla sospensione delle attività. Siamo vicini al mondo delle imprese. Il Governo ha predisposto 350 miliardi di euro per il mondo produttivo, per le piccole e medie imprese. Capitale prezioso su cui investire è quello scolastico e universitario, edilizia e opere pubbliche.

L’intervento effettuato finora è solo un primo passo per sostenere l’Italia e sappiamo che non è sufficiente. Vogliamo sostenere la liquidità, il credito di cui ha bisogno il paese. Sarà un provvedimento altrettanto significativo e interverremo – non è definita la cifra – valutando tutte le iniziative per affrontare e superare questo momento di grande ristrettezza. 

Usciremo dall’emergenza e riprenderemo a correre”.