Il nuovo DCPM del Governo non ferma il rugby, Roca resta al timone dell’Avellino Rugby

E’atteso in giornata il nuovo decreto voluto dal Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte e dalla sua squadra di ministri, in ottica di prevenzione per evitare o ridurre il rischio contagi dal Covid 19. Questo provvedimento chiama in causa anche gli sport minori, quindi anche quello della palla ovale, che da quando si evince non dovrebbe pregiudicare il cammino degli appassionati di rugby, in questo momento impegnati a preparare le rispettive formazioni in vista della nuova stagione agonistica 2020/21, che li vedrà impegnati a metà novembre con l’inizio dei tornei di appartenenza. Il decreto non dovrebbe porre limitazioni in quanto c’è un protocollo federale in cui tutte le ASD(associazioni sportive dilettantistiche)fanno riferimento. Il passaggio chiave è il seguente: “Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con successivo provvedimento dal Ministro dello Sport al presente decreto, è consentito, da parte delle società professionistiche e – a livello sia agonistico che di base – dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano(Coni), dal Comitato italiano paraolimpico(Cip), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Fedeazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, come sopra individuati, aventi carattere amatoriale“.

Pertanto anche l’Avellino Rugby, continuerà la preparazione in vista dell’inizio del campionato previsto per il 15 novembre, sempre al Parco Manganelli il mercoledì ed il venerdì, alle ore 18:00 fino alle 19:30 con il Settore Giovanile,  dalle 20:00 alle 22:00 con la Seniores. Nel frattempo, domenica sera si è svolta la tanto attesa riunione che doveva eleggere il sostituto alla carica di Presidente del dimissionario Antonio Roca in sella al club sin dagli albori, datati estate del 2002. Alla fine la cosiddetta fumata bianca, così come negli altri precedenti summit, neanche questa volta è arrivata, nessuno dei membri societari presenti e assenti ha voluto proporsi per acquisire la carica presidenziale, per cui l’insostituibile avvocato avellinese, ha fatto un passo indietro ritirando le dimissioni, restando così al timone del club irpino, chiedendo una collaborazione più proficua e costruttiva a tutti i tesserati, proponendo una campagna soci sostenitori, che sicuramente agevolerà il prosieguo dell’attività che va avanti oramai ininterrottamente da diciotto anni a questa parte. (Arom)