Il Consiglio Comunale approva il bike sharing. Scuole, Cipriano: “Niente di concreto. Le regole sono un optional”

Una seduta, quella di ieri del Consiglio Comunale di Avellino, durata ben 13 ore.

Diciassette i punti all’ordine del giorno, molti dei quali vengono rinviati per l’ennesima volta, come la nomina del vice presidente e la surroga dei consiglieri dimissionari dalle commissioni.

In merito alla questione del regolamento sul bike sharing, proposta dagli assessori Stefano Luongo e Antonio Genovese, viene trovato un accordo. La cittadinanza potrà disporre di un servizio prenotabile mediante piattaforma online, alla quale gli utenti dovranno registrarsi.

E’ previsto, inoltre, l’acquisto di una tessera presso negozi convenzionati, al costo di 5 euro, mentre è di 0,50 euro il costo all’ora del servizio. Il tempo di noleggio sarà conteggiato automaticamente, attivandosi allo sblocco della bicicletta dalla colonnina e concludendosi con il suo aggancio nella stazione di arrivo, l’addebito avverrà automaticamente. Lo stesso regolamento, inoltre, fissa gli orari di utilizzo: da novembre ad aprile dalle 8 alle 22; da maggio a ottobre dalle 8 alle 24.

Il Consiglio comunale  approva l’attesa delibera per lo sgravio della Tari ai commercianti chiusi nel lockdown, la ricapitalizzazione di Acs e il suo piano industriale.

Tra scaramucce e battibecchi, la questione riapertura della scuola a gennaio, non riceve l’attenzione che merita. Lo sfogo di Luca Cipriano in un post Fb: “Comune di Avellino, oggi. 13 ore di ostruzionismo pur di non farci discutere la mozione sulla riapertura delle scuole che avevo presentato con i colleghi di opposizione. 13 ore incollato alla sedia in aula, in piena emergenza Covid, per arrivare a parlare di niente. Niente di utile per le famiglie avellinesi. Niente di concreto. Niente di propositivo. Niente. Volevamo capire come far riaprire, in sicurezza, le nostre scuole. Abbiamo capito che con questo sindaco, con questi consiglieri, le regole sono solo un optional, il rispetto uno sconosciuto, le proposte nient’altro che un fastidio”.