IL 2020: UN ANNO POSITIVO PER IL MUSEO CIVICO DI VILLA AMENDOLA NONOSTANTE IL COVID-19

Immancabile, doveroso e puntuale come sempre, arriva il bilancio di fine anno del Museo Civico di Villa Amendola, e come per gli anni scorsi, o per meglio dire, come da quando il Museo avellinese che ha sede a Villa Amendola è stato fondato e aperto al pubblico, a tracciare anche per questo 2020, anno “bisesto e funesto” a causa della Pandemia da Covid-19, un bilancio di ciò che l’istituzione culturale cittadina di via Due Principati ha prodotto, è il suo Curatore, lo Storico dell’Arte  Alberto Iandoli.

“Onestamente mi è difficile, pensando a tutto ciò che la pandemia ha portato di negativo in questo 2020, che tra una manciata di ore cederà il passo al nuovo anno, parlare di anno buono per il Museo Civico di Avellino, di cui mi onoro di esserne il Curatore e il Conservatore – ha esordito Alberto Iandoli – tuttavia però non posso fare altrimenti, nel senso che, tra gli immancabili disagi, i cambi di rotta e la necessaria opportunità di rivedere i programmi, gli obiettivi, e i traguardi che ci eravamo prefissati per questo 2020, il tutto si intende, e sia chiaro, causa Covid-19, l’anno che stiamo per salutare possiamo tranquillamente, e senza timore di smentita, definirlo tutto sommato ugualmente un anno buono per il nostro ancora giovane museo. Il 2020 infatti – ha proseguito Alberto Iandoli – è stato l’anno che si è aperto per noi con una oramai consolidata collaborazione con le scuole e gli istituti avellinesi per contribuire anche noi, intendendo per noi l’istituzione Museo Civico, all’arricchimento dell’offerta formativa di scolari e studenti della nostra città. Fino a quando l’emergenza Covid ce lo ha consentito infatti abbiamo ospitato a Villa Amendola numerose scolaresche, che hanno potuto immergersi in una sorta di viaggio a spasso nel tempo, ripercorrendo, attraverso la visita al museo, quattro secoli di storia avellinese. Il museo Civico di Villa Amendola infatti, ancora una volta voglio ricordarlo, racconta ai suoi visitatori la storia di Avellino dall’inizio del governo feudale da parte della famiglia dei principi Caracciolo, principiato sul finire del ‘500, e per essere più precisi nel 1581 sino al Sisma del 1980, e ciò per scelta del sottoscritto, in qualità di Curatore del Museo, condivisa dall’Amministrazione Comunale, e dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino,il tutto per non creare una sorta di doppione rispetto all’altro museo presente in città, e con ciò mi riferisco al Museo Irpino, che dipende dall’Amministrazione Provinciale.

Quando poi l’emergenza Covid si è fatta sentire più forte nel nostro Paese, e il Governo ha ritenuto opportuno, giustamente, con i vari DPCM disporre la chiusura al pubblico dei musei presenti sull’intero territorio nazionale, in accordo con il Sindaco Gianluca Festa, che lo ricordo detiene la delega alla Cultura, e con il suo Vice, nonché Assessore al Turismo, Laura Nargi,e in accordo altresì con il Dirigente del Settore Cultura Gianluigi Marotta abbiamo pensato diconsentire ai fruitori del nostro museo di giungervi diversamente, o per meglio dire in una maniera alternativa, ed è così che è stato arricchito notevolmente il link del Museo Civico presente sul portale istituzionale del Comune di Avellino, sia per ciò che attiene l’aspetto informativo testuale, su ciò che ospita la teca o contenitore Villa Amendola, sia per ciò che concerne le foto di vedute d’insieme delle singole sale, con dei focus, sempre fotografici,  su alcuni dei reperti più significativi. Da un’idea poi del Dirigente del Settore Cultura Gianluigi Marotta – ha continuato Iandoli – nella primavera del 2020, in pieno lockdown è nato un video, o per meglio dire un docufilm dal titolo “Avellino ceneri e altari, brevi racconti di storia nel tempo della quarantena”, che ha segnato il debutto alla regia dello stesso dottore Marotta, che ha curato anche le interviste a quattro avellinesi doc, mi riferisco allo scrittore Franco Festa, che nel docufilm “Avellino ceneri e altari” ha ricordato il capoluogo irpino ai tempi della sua infanzia, nell’immediato dopoguerra, regalandoci, come lui ben sa fare, momenti di alta poesia. Il Marotta regista e intervistatore ha raccolto ancora in “Avellino ceneri e altari” la testimonianza del cineasta Tonino Spagnuolo, che ha rievocato le “gesta” di due pionieri del cinema neorealista in Avellino e in Irpinia, mi riferisco ai compianti Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, padri fondatori con Pierpaolo Pasolini del “Laceno d’Oro”. Altrettante gemme preziose – ha proseguito Alberto Iandoli – sono nel docufilm le interviste che Gianluigi Marotta ha raccolto dal Maestro Ettore de Conciliis, autore nel 1965 del celebre “Murale della Pace” di Borgo Ferrovia e quella allo storico tifoso dell’Avellino Franco Iannuzzi, che ha ricordato la promozione della squadra di calcio dell’Avellino in serie A, nel 1978. Anche per la realizzazione del docufilm “Avellino ceneri e altari”, non è mancato l’apporto del Museo Civico, nel video infatti sono presenti numerosi documenti e testimonianze che sono parte del patrimonio della “Sezione del ‘900 ad Avellino”del museo di Villa Amendola, e con ciò – ha precisato Iandoli – mi riferisco, in particolare, alle immagini del Circuito Principe di Piemonte e a quelle dei bombardamenti del Settembre 1943, che valsero alla città di Avellino la Medaglia d’Oro al Valore Civile.

Ma il 2020 che stiamo per lasciarci alle spalle – ha proseguito Alberto Iandoli è stato anche l’anno che gli Uffici del Settore Cultura, diretti dal Dirigente Gianluigi Marotta, in esecuzione dell’indirizzo dato dalla Giunta del Sindaco Festa, hanno dato genesi e compimento al complesso iter amministrativo che ha consentito al Museo Civico di raggiungere, con il Decreto della Regione Campania, l’importante traguardo dell’autorizzazione regionale all’istituzione del museo che di fatto, ai sensi della vigente normativa regionale in materia di musei, e con ciò mi riferisco alla Legge Regionale n. 12 del 2005, è il passaggio immediatamente precedente al riconoscimento del Museo di Villa Amendola, a museo di interesse regionale. Il Decreto di autorizzazione all’istituzione – ha precisato Alberto Iandoli – costituisce un importante riconoscimento per il nostro giovane museo, e vaa premiare l’impegno sin qui profuso, che posso assicurarvi è stato tanto in questi anni, e costituisce altresì per noi tutti uno sprone a fare sempre di più e meglio.

A quanto già detto – ha proseguito Iandoli nel suo excursus sul 2020 del Museo Civico – va ricordato inoltre che nel corso dell’anno che stiamo per salutare la Sezione Caracciolo del Museo di Villa Amendola si è arricchita di una pregevole riproduzione, autorizzata dalla Soprintendenza, del gruppo statuario del “Bellerofonte con la Chimera”, opera di Cosimo Fanzago andata perduta all’indomani del Sisma del 23 Novembre del 1980. La scultura in parola è andata ad aggiungersi, e completare quindi ciò che già era in esposizione nel nostro museo relativamente all’opera della Fontana fanzaghiana di Corso Umberto I, mi riferisco al grande stemma araldico della città di Avellino e al busto virile e a quello muliebre, opere originali e certe di Cosimo Fanzago.

Ma il 2020, per la vita del Museo Civico di Villa Amendola – ha continuato Alberto Iandoli nel suo excursus – è stato anche l’anno in cui sono state dedicate al nostro museo ben due pubblicazioni, la prima a firma di Cecilia Valentino, per le edizioni Mephite dal titolo “Il filo della memoria – Una villa e una città”, in cui l’autrice ripercorre i tre secoli di storia di Villa Amendola, da dimora borghese a Museo Civico, la seconda pubblicazione invece a cui mi riferisco ha per titolo “I Musei di Avellino – Speciale Museo in Villa Amendola”, è edita dalla Delta3, ed è curata da Giovanna Capozzi. Le due pubblicazioni in parola, entrambe interessanti, ci auguriamo Covid permettendo, di presentarle quanto prima nella Sala Conferenze di Villa Amendola. Ciò è parola data alle due autrici, che sento il dovere, in qualità di Curatore e Conservatore del Museo Civico, di ringraziare per l’attenzione rivolta al nostro museo.

Ma ciò che di buono, o di positivo c’è stato per il nostro Museo, in questo non facile anno che stiamo per salutare, non si esaurisce a quanto appena ricordato, il 2020 infatti – ha continuato Iandoli – nonostante le forti limitazioni ,causa Covid, siamo riusciti ugualmente a supportare una studentessa della Facoltà di Architettura dell’Università “Federico II” di Napoli, la signorina Elena Marrano, che ha deciso di dedicare la sua tesi di laurea a Villa Amendola,e anche lei sento il dovere di ringraziare per la scelta compiuta, e ad accogliere per uno stage formativo, in modalità “da remoto” la studentessa Alessia Mastroberardino del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.

Ma il 2020 – ha continuato ancora Alberto Iandoli è stato anche l’anno in cui gli Uffici del Settore Cultura di Palazzo di Città, da cui dipende il Museo Civico, diretti dal dott. Gianluigi Marotta hanno elaborato e presentato la documentazione necessaria per candidare la Biblioteca Comunale “Nunzia Festa”, annessa al Museo Civico di Villa Amendola, al bando previsto dal Decreto Ministeriale n. 267/2020 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, finalizzato al sostegno della filiera dell’editoria, che ha visto l’Amministrazione Comunale di Avellino assegnarsi con Decreto del MIBACT un contributo economico che ha consentito l’acquisto di un cospicuo numero di nuovi testi, editi dalle maggiori case editrici italiane nell’ultimo triennio, che hanno arricchito notevolmente il patrimonio del Polo Culturale di Villa Amendola.

Sempre nell’anno 2020 – ha continuato nel suo excursus Alberto Iandoli – il nostro Museo Civico ha presentato istanza di assegnazione da parte della Regione Campania del bonus di cui al Bando “Con la Cultura”, che ha avuto quale esito l’assegnazione con Decreto Regionale della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo del contributo richiesto, che è stato impiegato per l’adeguamento del Museo Civico alle disposizioni nazionali e regionali in materia di contrasto all’emergenza pandemica da Covid-19.

Nel 2020 ancora – ha proseguito il Curatore del Polo museale di Villa Amendola Iandoli – la Biblioteca Comunale “Nunzia Festa”, annessa al Museo Civico di Villa Amendola ha aderito al Progetto “Rileghiamo la Cultura che Unisce”, promosso dal Consorzio Irpino per la Promozione della Ricerca e degli Studi Universitari e realizzato con un finanziamento del Centro per il Libro e la Lettura del MIBACT, che ha quale obiettivo quello di promuovere l’inclusione degli immigrati nel tessuto sociale e culturale di Avellino e del suo interland, valorizzando e promuovendo le biblioteche presenti sul territorio, e viste quale legante e intreccio di coesione sociale. Ebbene – ha aggiunto Alberto Iandoli – grazie all’adesione dell’Amministrazione Comunale al  Progetto “Rileghiamo la Cultura che Unisce”, proposta alla Giunta Comunale dal Sindaco Festa, in un Natale austero, che per ovvie ragioni tutti noi stiamo vivendo, Villa Amendola ha potuto offrire ai più piccoli, lo scorso 18 dicembre l’iniziativa “Tombolata online dei piccoli lettori”, che ha visto una buona partecipazione. Un momento di evasione, per i più piccoli, e in verità non solo, dalla tristezza del momento.

Ad un passo dalla fine di questo 2020 – ha concluso Alberto Iandoli – sento di dire grazie a quanti in un anno difficile come quello che stiamo per salutare, nonostante tutto hanno contributo a far si che il museo civico di Avellino continuasse ad essere vivo ! Alla domanda poi di cosa mi aspetti da questo 2021 a cui tra poco tutti noi daremo il benvenuto, che dire ? Intanto che la curva del contagio da Covid19 si appiattisca del tutto, e che l’umanità tutta possa quindi riprendere un nuovo e luminoso corso della sua storia. Per ciò che attiene il Museo Civico di Avellino cosa augurarmi ? Che possa ripopolarsi e riscaldarsi nuovamente di umanità, non a intermittenza come in questo 2020, ma tutti i giorni che sono stampati sul calendario, e che possa essere scelta, sempre più, come location di momenti di vita culturale cittadina.