“Grazie al personale del Moscati. Attenti al nemico invisibile”, la lettera del dipendente della Provincia

Di seguito la lettera aperta di Claudio Iannuzzo, il funzionario dell’amministrazione provinciale che il 29 agosto scorso ha scoperto la sua positività al Covid-19 e attorno al quale è venuto alla luce un focolaio che tra Avellino, Mercogliano e Solofra ha coinvolto 36 persone, tra le quali anche la moglie e i due figli.

“Finalmente sto per uscire da un incubo. Dalla mattina alla sera mi sono improvvisamente trovato in un letto d’ospedale in isolamento. Nel dramma mi debbo ritenere fortunato per il decorso della malattia, ma soprattutto per la bravura e la professionalità del personale sanitrio del Moscati.

Già al pronto soccorso, sono stato accolto dal personale dell’area-covid che tempestivamente ha prestato le prime verifiche diagnostiche e soprattutto mi ha tranquillizzato. Un angelo di nome Angela mi ha trasmesso un senso di sicurezza. Ricordo le sue prime parole: “Stia tranquillo, in meno di un mese uscirà dall’ospedale completamente guarito”.

Trasferito nel reparto di Malattie infettive, immediatamente mi hanno somministrato le cure del caso, che in pochi giorni mi hanno fatto sentire meglio. Grazie alla professionalità, organizzazione e senso di umanità di tutto il personale del reparto, dai medici agli infermieri (un plauso a Natale per la sua simpatia) a quello delle pulizie, una squadra collaudata, affiatata ma soprattutto che trasmette ai pazienti ottimismo in momenti così delicati. Oggi sono quasi guarito. A tutti dico: state molto attenti perché questo nemico invisibile è molto più subdolo di quello che ci dicono, ma fortunatamente è curabile grazie anche ai nostri medici che nulla hanno da invidiare alle eccellenze del Nord Italia”.