Gioco pubblico: i dati del Tesoro sul primo trimestre 2022

Il gioco pubblico in Italia è alle prese con una fase transitoria ed evolutiva, che dovrebbe trovare una maggiore stabilità con l’approvazione della Legge Delega sul Riordino del Gioco del MEF, dopo che questa sarà approdata al Consiglio dei Ministri e poi inParlamento.

L’armonizzazione della normativa statale con quella regionale, la razionalizzazione della rete a livello territoriale e le questioni fiscali sono in primo piano, così come anche la difesa della legalità del gioco, considerato il suo contributo alle casse erariali, ma anche all’occupazione e, dunque, al reddito.

Il nuovo quadro normativo dovrà tenere conto anche dei cambiamenti che la pandemia ha generato nel comparto, che ha visto un crollo della rete fisica conseguente alle misure adottate per contenere l’emergenza, anche se, stando ai dati del Conto del Tesoro, il 2022 si è aperto con segnali di ripresa per il terrestre.

Nel periodo di massima emergenza il sistema del gioco è stato sostenuto dall’online, la cui raccolta (il totale delle giocate) è stata di 49,2 miliardi di euro (12,8 miliardi in più dell’anno precedente), spesi sia nei siti dei concessionari a distanza già presenti in Rete che nelle piattaforme dei casino online nuovi con concessione ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che controlla l’attività per conto dello Stato.                                                  

Di contro, il gioco terrestre, sempre nel 2020, ha registrato una raccolta di 39,1 miliardi di euro, e in questo caso il gap rispetto al 2019 è stato piuttosto netto, in quanto pari a 35 miliardi di euro in meno in confronto all’anno precedente.

La situazione dunque, anche se i numeri del primo trimestre del 2022 sembrano segnare una ripartenza del comparto fisico, è tale da necessitare una normativa generale uniforme a livello nazionale, a vantaggio della legalità e in grado di rivedere il gioco pubblico anche alla luce del canale a distanza.

I dati del Tesoro sui giochi nei primi tre mesi del 2022

Come si è detto, dopo il brusco calo della raccolta tra il 2019 e il 2020, il gioco pubblico terrestre è in fase di ripresa.                                                                   

I numeri del Conto Riassuntivo del Tesoro riferiti ai primi tre mesi dell’anno in corso dichiarano infatti un incasso per il bilancio statale pari a 1,80 miliardi di euro, divisi tra il gioco del lotto e altre attività

Da segnalare come 88,2 milioni di euro siano derivanti dall’imposta unica sui concorsi a pronostico e sui giochi di abilità (40 per cento), ma anche la relativa percentuale di crescita, pari al 23,2 per cento  in più.

Le entrate dovute allo Stato per i canoni di concessione in riferimento alla rete telematica dei Gntn (i giochi numerici a totalizzatore nazionale) e degli apparecchi da intrattenimento sono invece pari a 82,1 milioni di euro.

Verso la restrizione dei confini tra fisico e online

Le prospettive di ripresa degli operatori retail del gioco pubblico non incidono comunque sulle performance dei canali legali a distanza, visto che ad aprile 2022 la spesa nei giochi online è stata di 158,5 milioni di euro, l’1,9 per cento in più del mese precedente (dati Agimeg, Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco).

I dati in questione inquadrano dunque una scelta del canale di gioco che non è univoca: un rapporto della Luiss Business School sulle abitudini dei giocatori, stilato insieme a Ipsos, fa infatti emergere un profilo di giocatore che, anche se utilizza le piattaforme online, non le sceglie in sostituzione dei punti fisici, soprattutto per quanto riguarda le lotterie.                                 

Come si legge nel rapporto I-Com (Istituto per la Competitività), inoltre, lo studio su 19 lotterie presenti sia online che e offline, ha rilevato, nel 60 per cento dei casi, un incremento di vendite retail contestuali all’apertura della piattaforma a distanza.                                                                                         

Messa da parte la concorrenzialità, dunque, la nuova sfida degli operatori del settore sembra andare verso l’eliminazione delle barriere tra quelle che sono le due facce di uno stesso comparto. In questa trasformazione, che richiede investimenti tecnologici e di marketing congiunti, un ruolo importante potrebbe avere anche il mobile gaming, per sua natura flessibile nelle modalità di accesso.                                                                                     

Non è un caso che gli operatori si stiano muovendo verso soluzioni di sperimentazione e lancio di appnative, ma anche di versioni della piattaforma di gioco ottimizzate per mobile, che potrebbero essere utilizzate anche in modo interoperativo, di concerto con i retailers, in una prospettiva omnichannel.