Furbetti dei cartellini dell’Asl, avvocati contestano metodologia per riconoscimento

Nella mattinata di ieri si è tornati in aula per scrivere una nuova pagina del processo relativo all’inchiesta dei furbetti del cartellino presso la Asl di Avellino.

Il magistrato Paolo Calabrese ha ascoltato l’assistente capo della squadra Mobile di Avellino, Antonio Nero e sono stati acquisiti i verbali relativi alle dichiarazioni, rese durante le indagini, dalle dirigenti Asl, Giannattasio e Santosuosso, che hanno contribuito all’identificazione dei dipendenti scorretti.

La difesa di quest’ultimi avrebbe contestato la metodologia con cui è stato calcolato il numero delle ore lavorative e anche l’acquisizione dei frame utilizzati nel corso delle indagini. Un’udienza protrattasi per oltre cinque ore ed in cui gli avvocati Gaetano Aufiero, Giovanna Perna, Raffaele Bizzarro, Nello Pizza, Alberico Villani, Michele Fratello, Benny De Maio, Elisabetta Acone, Stefano Vozella ed Italo Benigni hanno duramente contestato la metodologia impiegata per il riconoscimento.

La prossima udienza è attesa per il prossimo 22 maggio; per l’escussione degli altri due testi della Procura Giannattasio e Santosuosso, dirigenti Asl. I legali dichiarano che il contratto di lavoro in auge prevedeva 7 ore lavorative e 12 minuti, con una pausa pranzo di due ore.  Numeri che, secondo la difesa, mettono in discussione il dato sulla sottrazione media di 20 e 25 ore mensili. Per quanto concerne i frame, invece, viene contestato l’utilizzo esclusivo di alcune immagini e non di tutte.