Finalmente arriva l’ok della Camera dei Deputati, al disegno di legge sulla violenza per gli operatori sanitari e socio sanitari

Dopo una prima approvazione unanime, arriva per la terza lettura definitiva  alla Camera dei Deputati, il Disegno di Legge recante “Disposizioni per la tutela della sicurezza del personale sanitario e socio-sanitario. Ad illustrare la notizia, è il dottore Salvatore Pignataro, Presidente regionale dell’Associazione Italiana Criminologi per l’Investigazione e la Sicurezza, componente della Società Italiana di Intelligence e della Associazione Italiana Consulenti Intelligence e Security che spiega: “Tra le novità inserite nel testo, figura l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale sanitario e l’estensione di aggravio di pena per lesioni gravi o gravissime. Secondo le ultime statistiche in Italia oltre 5000 persone tra infermieri, medici e operatori  ogni anno sono vittime di violenza. Un fatto gravissimo che deve far riflettere tutti e che necessita di interventi forti e mirati.L’osservatorio nazionale, cosi come si evince dal disegno di legge, sarà composto per metà da donne. Al suo interno rappresentanti delle regioni, delle forze dell’ordine e degli ordini professionali. Le finalità di questo osservatorio – spiega Pignataro – saranno il monitoraggio degli episodi di violenza commessi ai danni di chi esercita la professione sanitaria e socio sanitaria. Il Ministro della Salute, entro il 31 marzo di ogni anno, dovrà trasmettere una relazione sull’attività dell’osservatorio al Parlamento. In materia giuridica, intervenendo sull’art. 583 quater del Codice penale, che prevede pene aggravate per le lesioni gravi o gravissime (reclusione da 4 a 10 anni per le prime e da 8 a 16 anni per le seconde), si stabilisce che tali pene siano applicate in caso di lesioni in danno a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell’esercizio o a causa di tali attività.Tra le circostanze aggravanti comuni del reato, si prevede l’avere agito, nei delitti commessi con violenza e minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell’esercizio di tali professioni o attività, a prescindere dalla natura pubblica o privata della struttura presso la quale operano. Nel testo di stabilisce pertanto che i reati di percosse (art. 581 c.p.) e lesioni (art. 582 c.p.) siano procedibili d’ufficio quando ricorre l’aggravante consistente nell’avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni. Previsti nel Ddl anche la necessità che le strutture sanitarie sottoscrivano protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. Infine – conclude Salvatore Pignataro – si prevede, salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 500 a 5.000 euro per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti del personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria e di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni.