Fase 2, ci vuole prudenza. Conte pensa alla ripresa dell’Italia

Fase due: gli esperti frenano: ci vuole gradualità.

La curva dei contagi ha un andamento senza dubbio positivo, ma ripartire abbassando la guardia non è consentito.

Il Comitato tecnico scientifico, riunito per oltre due ore in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte ha
rilanciato la linea del «rigore totale» sostenuta anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Fase 2 rimandata? Non è ancora chiaro, tuttavia entro il fine settimana, Conte scriverà il nuovo Dpcm con cui confermare o allentare le misure di contenimento in scadenza il 13 aprile prossimo.

La Fase 2, sarà elaborata (su richiesta del premier), con l’ausilio anche di altre figure professionali (esperti di modelli organizzativi del lavoro, sociologi, psicologi, statisti), in modo da poter graduare un progressivo allentamento del lockdown e ritornare quando prima possibile a condizioni di normalità.

La fase di convivenza con il virus, dunque, dovrà essere ben pianificata. La tutela della salute degli italiani è la priorità.

Quasi certamente i cittadini rimarranno a casa fino al 4 maggio, quando i ponti rischiosi del 25 aprile e del primo maggio saranno alle spalle di tutti.