Esplosione a Gesualdo: muore Furia, l’esperto fuochista

Il comandate dei vigili urbani di Gesualdo, Vincenzo Bianco, era nei pressi del deposito di fuochi d’artificio saltato in aria ieri pomeriggio, intorno alle 15.30.

Nel deposito c’era Michele D’Adamo, per tutti Furia, l’esperto fuochista 50enne.

Forse una stufa o un corto circuito. Non si conoscono ancora le cause della deflagrazione. Un fatto è certo. Il cielo che aveva colorato per anni in diversi paesi irpini e non solo, ieri si è colorato di nero.

Michele era stato scagliato, insieme al suo deposito di pietra, a venti metri dall’esplosione. Il suo corpo, sbalzato lontano, è stato ritrovato privo di vita.

Sotto choc la comunità di Gesualdo. A seguito del forte boato, diverse persone sono accorse sul posto oltre alle forze dell’ordine e al procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo.

È arrivato il sindaco Edgardo Pesiri, che ha impegnato i vigili urbani per far giungere rapidamente nella zona, isolata e difficile da individuare, i vigili del fuoco, gli uomini del reparto scientifico dei carabinieri, le squadre dell’Enel.

Lo spostamento d’aria ha divelto un palo della luce e la zona fino a tarda sera è rimasta senza energia elettrica.

Poi il lavoro complesso dei carabinieri coordinati dal comandante provinciale Massimo Cagnazzo e dal maggiore Luigi Nocerino. Hanno dovuto raccogliere numerosi frammenti, anche con la collaborazione del nucleo artificieri, sono i materiali che saranno necessari a ricostruire le cause dello scoppio che sono al vaglio anche degli uomini del comandante provincia le dei vigili del fuoco Rosa D’Eliseo.

Il sostituto procuratore Paola Galdo ha incaricato il medico legale Lamberto Pianese per effettuare gli esami autoptici e per individiare con certezza la causa del decesso.

Furia lascia le figlie Martina ed Eleonora e la moglie Orietta.

L’area dove è accaduta la tragedia è stata sequestrata. Intanto, l’Amministrazione comunale di Gesualdo ha annunciato di voler proclamare il lutto cittadino.