Emozioni e alta sensibilità: come influiscono sulla quotidianità degli italiani

Emozioni e alta sensibilità: come influiscono sulla quotidianità degli italiani

Il 70% si lascia influenzare dalle emozioni nella vita di tutti i giorni
6 utenti su 10 si sentono sommersi quando hanno troppe cose da fare in poco tempo
La metà degli intervistati si sforza a non commettere errori e evitare dimenticanze

Giugno 2020 – Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi, però non per tutti hanno lo stesso peso. Esistono infatti persone ritenute altamente sensibili, dette anche PAS, che si caratterizzano per la capacità di captare piccoli dettagli ambientali che sfuggono ai più, un ricco vocabolario emotivo e una spiccata empatia. Sono le Highly Sensitive People, così definite da Elaine Aron che le studiò insieme al marito Arthur Aron.

Gli esperti di Guidapsicologi.it hanno dialogato con gli utenti per scoprire quali sono i comportamenti più frequenti e come vengono gestite le emozioni, e ci spiegano quali sono le caratteristiche per riconoscere una PAS. Attenzione: non bisogna confondere l’alta sensibilità con l’ipersensibilità, la prima ha infatti natura biologica, mentre la seconda deriva da una necessità di adattamento.

«Le emozioni mi influenzano facilmente»

Questo è il punto di partenza per riconoscere una persona altamente sensibile. In generale le persone altamente sensibili si trovano a dover gestire le proprie emozioni in molte più occasioni rispetto alla media. La loro percezione profonda dell’ambiente esterno e degli avvenimenti è un fattore determinante per l’andamento della giornata.

Ma non sono solo le PAS a subire il flusso delle emozioni: il 70% degli utenti infatti, afferma che le proprie emozioni influenzano in modo determinante il vivere quotidiano.

Eccesso di empatia

Un’altra caratterizzazione delle persone altamente sensibili è data dal forte grado di empatia, a tratti invalidante proprio perché il coinvolgimento può essere tale da fare dimenticare al soggetto in questione la propria esistenza, fatta di desideri, relazioni, obblighi e necessità, che rischiano di essere compromessi a causa del forte coinvolgimento emotivo nelle questioni altrui.

L’empatia, in forma non invalidante, è una grande virtù da coltivare. A questo proposito è importante sottolineare che il 65% degli intervistati sente le emozioni degli altri come se fossero sue.

Gli altri, una pressione costante

Per le persone altamente sensibili gli altri rappresentano spesso una fonte di stress e di ansia da prestazione. Il giudizio incombente e il sentirsi sempre sotto esame è una delle caratteristiche delle persone dotate di alta sensibilità, che non a caso amano godere di periodi di solitudine.

Non è così invece per gli intervistati, il cui 60% afferma di non subire se non marginalmente il comportamento altrui.

La paura di sbagliare

Un’ossessione diffusa è la paura di sbagliare. Non compiere con le aspettative e fare passi falsi è una preoccupazione che coinvolge più della metà degli intervistati.

Si tratta di una situazione tipica in cui il lato emotivo prende il sopravvento e può arrivare a compromettere la lucidità e le capacità operative, influendo negativamente sul risultato finali. Se ben incanalata però, questa tendenza alla perfezione, è garanzia di lavori di qualità e alte prestazioni.

L’incombenza del tempo

Per il 60% degli utenti la pressione del tempo è causa di malessere, soprattutto se unita a un sovraccarico di impegni da portare a termine. D’altra parte ci sono invece coloro che dichiarano di non conoscere questa situazione di malessere (22%) e che, al contrario sfruttano al meglio la pressione da scadenza.

Consigli per persone altamente sensibili:

1. Osservare se stessi e le situazioni che producono un sovraccarico emotivo, magari annotando il tutto su un diario.
2. Accettare il proprio modo di essere e quella innegabile capacità di percepire l’ambiente circostante a un livello più profondo rispetto alla media, che porta a coglierne i dettagli e decifrare le infinite informazioni. Questa differenza non rende né migliori né peggiori, solo diversi.
3. Accettare il fatto che per natura si provano emozioni in maniera molto intensa, ed esercitarsi a immaginare come sarebbe se queste emozioni fossero vissute con un livello di intensità minore, e poi provare a metterlo in pratica.
4. Imparare a dire “no” e a concentrarsi su di sé: un eccesso di empatia può portare a dire sempre di sì e a farsi carico dei problemi degli altri senza rendersi conto di trascurare i propri.
5. Sfruttare le doti altamente sensibili a proprio vantaggio (ad esempio, iniziando una carriera nell’ambito sociale o dedicandosi ad  attività creative …).
6. Praticare yoga e attività di meditazione per imparare a rilassarsi e a concentrarsi sulla propria armonia psicofisica.
7. Iniziare un percorso con uno psicologo per conoscere al meglio caratteristiche e potenzialità del proprio essere e raggiungere il benessere personale.

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